Ucraina: l’accordo sulle terre rare con gli Usa è vicino
L’intesa sui minerali e le terre rare tra Stati Uniti e Ucraina sta per essere siglata. “Siamo molto vicini al traguardo per chiudere l’accordo e, come il presidente ha detto ieri, darà il benvenuto a Zelensky alla Casa Bianca per la firma o per un visita se Zelensky vuole”, ha affermato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
“Ucraina e Stati Uniti, con l’obiettivo di raggiungere una pace duratura in Ucraina, intendono istituire un Fondo di investimento per la ricostruzione. L’Ucraina contribuirà al Fondo con il 50 per cento dei proventi derivanti dalla futura monetizzazione di tutte le risorse naturali di proprietà del Governo ucraino”, si legge nel testo pubblicato dal Financial Times.
Londra si trova davanti a un “bivio strategico”. Il premier laburista britannico, Keir Starmer, ha dichiarato che non intende scegliere fra l’alleanza con gli Usa e quella con i partner europei. Il primo ministro è uscito allo scoperto durante il question time alla Camera dei Comuni rispondendo a una domanda del liberaldemocratico Ed Davey.
“Voglio rafforzare la nostra già forte relazione con gli Stati Uniti, perché penso che sia vitale farlo”, ha sottolineato Starmer. E allo stesso tempo ha fatto sapere di “voler lavorare con i nostri alleati europei sulla capacità di difesa”.
Per l’opposizione di destra è più importante lo storico rapporto con Washington, mentre quella liberal-democratica preferisce l’asse con l’Europa.
L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni non vuole essere tirato per la giacca dai “falchi” interventisti. Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha risposto duramente sulla piattaforma social X a chi vorrebbe decidere per gli altri sull’invio dei soldati in Ucraina: “Veniamo poi ai ‘contingenti europei’ che vorrebbero mandare il presidente di una nazione comunitaria e quello di una nazione extracomunitaria. I contingenti non si inviano come si invia un fax e per poter fare un comunicato stampa. Soprattutto quelli delle altre nazioni. Se si parla a nome dell’Europa, bisognerebbe avere la creanza di confrontarsi con le altre nazioni e ciò non è accaduto per gli aspetti militari della questione. Che mi risulta essere principalmente militare”.
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