Uccide il padre per difendere la madre: “Non ce la facevo più a vederla soffrire”
“L’ho accoltellato con un coltello da cucina, stava ancora maltrattando la mamma. Ho cercato di rianimarlo, ma era già morto e ho chiamato i carabinieri”. È questa la tragica confessione di Bojan Panic, il 19enne che ieri ha ammazzato il padre Simeun Panic, 46 anni di origini bosniache, per difendere la mamma dalla violenza inaudita dell’uomo. Una storia, accaduta a Mezzolombardo in Trentino, che richiama alla mente il calvario di Alex Ciotola, il ragazzo che il 30 aprile 2020 commise un delitto simile, ma con un numero di coltellate incredibili: ben 34, per cancellare il genitore-orco dopo anni di angherie e aggressioni verso la mamma. Tanto che Alex, assolto in primo grado per legittima difesa, ha rischiato di finire in carcere per 6 anni e due mesi dopo la condanna in Appello, poi fortunatamente ribaltata del tutto in Cassazione. Oggi Alex è libero, perché quel parricidio è il frutto di una difesa a qualunque costo della donna che lo ha messo al mondo. A differenza di Bojac, che invece è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario del padre. La “colpa” del 19enne è quella di essere intervenuto, al culmine dell’ennesima aggressione brutale messa in atto da Simeun, per difendere la sua mamma da quella violenza contro le donne che, ormai troppo spesso, sfocia in femminicidi agghiaccianti. Bojan si è frapposto con il suo corpo tra i genitori. E il suo intervento ha scatenato ancor più l’ira dell’uomo. Da lì è scoppiata una lite furibonda con il padre, finita quando il 19enne ha sferrato le tre coltellate mortali che hanno fermato l’ira dell’aggressore. Il 46enne si è accasciato a terra ed è morto subito dopo. Il figlio, a quel punto, ha chiamato i carabinieri e ha raccontato cosa aveva fatto e perché. Quando i militari sono arrivati all’appartamento della famiglia Panic non hanno potuto fare niente per la vittima e, mentre gli analisti della scena del crimine si concentravano sui rilievi scientifici, gli investigatori hanno ascoltato la donna vittima di violenza continuata negli anni da parte del marito, nonché il figlio minore che si trovava in casa nel momento dell’ennesima aggressione e chiaramente il 19enne autore del delitto. Bojac, che studia a Bolzano ed è ritenuto un bravo ragazzo, ha ricostruito tutto l’accaduto. Per lui il pm di Trento Patrizia Foiera, che coordina le indagini, ha disposto il fermo, in attesa della conclusione degli accertamenti tecnici e della dinamica dell’omicidio.
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