Teo Teocoli, 80 anni: gli inizi, il successo, i litigi con Celentano e Fabio Fazio
Teo Teocoli ha festeggiato ieri 80 anni. Una carriera variegatissima, la sua, tra il mondo della canzone che frequentò da giovane (fu agli inizi il solista di Quelli, il gruppo che poi diventò Premiata Forneria Marconi, ndr) , quello del cabaret che anticipava i talenti comici prima della nascita delle televisioni che si aggiunsero a quella di Stato e il successo in trasmissioni tv con i personaggi che lo hanno reso notissimo per il grande pubblico, insieme ad impareggiabili imitazioni.
Da qualche tempo lontano dalla tv e richiamato alle cronache solo per le polemiche nate dai suoi rapporti con Adriano Celentano, l’artista si è raccontato al Corriere della Sera: “La tv “mi manca, ma è difficile, oggi va per gruppi, il Tavolo di Fazio (si riferisce alla parte finale del programma Che Tempo Che fa un tempo in Rai lora sul Nove, ndr) si è talmente allungato che tirano giù il muro e finiscono a Lambrate”.
In tv ospite da Fabio Fazio, Teocoli ci andava: “Sì, mi ha chiamato ma poi abbiamo litigato. Mi han lasciato in uno sgabuzzino ad aspettare per tre ore senza farmi intervenire, quando sono uscito ho strillato un po’ a tutti”. Il comico ieri ha compiuto 80 anni e scherza: “In compenso la testa è cresciuta poco, è rimasta sempre quella di un ragazzino”.
Un compleanno, quello di ieri, festeggiato con gli amici e costellato di tante telefonate di auguri: “Tantissime. Gerry Scotti, Paolo Maldini, il signor Carlo della Gialappa che vive a Camogli, madonna che tristezza Camogli d’inverno, da spararsi. No, Adriano non mi ha chiamato”. Non è la prima volta che Teocoli parla del suo rapporto con Celentano e ammette di non sentirlo da 5 anni. “Una volta a Milano se uno non ti chiamava per un mese, gli telefonavi e gli dicevi: oh, ma sei morto? Era una battuta. Ma lui se l’è presa. So che tanto sta in casa, forse traffica ancora con Adrian (la serie animata che ha avuto una gestazione decennale, prima prevista su Sky e poi andata in onda su Canale 5 nel 2019, ndr)”. E aggiunge: “Quel programma l’ha distrutto, gli ha fatto male”, dice Teocoli.
Poi ammettendo: “Celentano mi manca moltissimo, lo frequento da quando avevo 14 anni. È stato il più grande di tutti, oggi spero che sia felice”. Tra i momenti speciali della sua carriera c’è ‘Mai dire gol’: “Bei ricordi. Al Palazzo dei Cigni nel laghetto c’erano pantegane grosse come conigli… Aldo, Giovanni e Giacomo li ho portati io dalla Gialappa, sono diventati miliardari grazie a me”. L’imitazione più riuscita? “Quella di Adriano. Ma non è più un’imitazione, ormai sono io Adriano, è un passaggio dell’anima: ho fatto più di seimila serate imitandolo, lui negli ultimi 30 anni avrà fatto sì e no 10 serate, e ’sta cosa che ora nemmeno mi calcola…”. Infine, sulle voci che lo dipingono come una persona dal carattere difficile, Teocoli conclude: “Lo dicono tutti. Penso di essere il re del dettaglio e quindi invece di ragionare, strillo subito”.
Torna alle notizie in home