Politica

Tajani gela Salvini: “Sui dazi tratta la Commissione Ue”

di Cristiana Flaminio -


Il vicepremier Antonio Tajani sgombra il campo e replica alla Lega: a trattare, sui dazi Usa, sarà solo la Commissione Ue. Il ministro degli Esteri ha parlato ai giornalisti arrivando al Palazzo dei congressi a Roma dove si terrà il consiglio nazionale di Forza Italia. Tajani ha sottolineato che la sua non è una posizione polemica ma di sostanza: “Io non faccio polemiche con nessuno, dico soltanto che è competente soltanto la Commissione europea a trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perché la competenza della Commissione europea è esclusiva, quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare altro tipo di trattative. Un conto è una trattativa per un piano di export, ma la trattativa sui dazi normativa la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, quindi quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual è il diritto”. E quindi Tajani ha sottolineato che la sua posizione va oltre la questione dazi: “Sia chiaro che noi difendiamo l’Europa, continueremo a difenderla, l’Europa è la nostra casa, io non farei mai parte di un governo antieuropeo quindi questo deve essere chiaro, per fortuna mi pare che il presidente del consiglio Meloni abbia fatto sempre scelte a difesa dell’Unione europea”. Le parole di Tajani sono suonate come una replica a quelle pronunciate da Matteo Salvini nella serata di ieri quando il leader della Lega aveva dichiarato al Tg1 che “l’Italia deve dialogare con gli Usa, non è il momento di fare guerre commerciali. L’Europa deve subito azzerare la burocrazia, il green deal, le auto elettriche che mettono in difficoltà gli imprenditoria”. Frasi che ha bissato, in mattinata, quando, in una nota, ha elogiato le dichiarazioni del ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti: “L’Europa riveda subito e totalmente tutto quello che danneggia le nostre imprese, dal Green Deal al patto di stabilità e austerità. Via i mille vincoli e regolamenti che soffocano il mondo del lavoro, dalle auto all’agricoltura, e aggiungiamo lo stop al mega piano di debito da 800 miliardi per comprare armi e missili. No a contro- dazi e guerre commerciali con gli Usa, con cui bisogna dialogare per difendere l’interesse nazionale”.


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