Pechino rilancia: “Taiwan è una parte inalienabile della Cina”
La Cina non ha la minima intenzione di lasciare e, anzi, sul caso Taiwan rilancia. Taipei, secondo quanto ha detto il ministro degli Esteri Wang Yi durante la conferenza stampa annuale in relazione all’importantissimo appuntamento politico cinese delle Due Sessioni che si è tenuto proprio nella capitale, rappresenta “una parte inalienabile del territorio cinese”. E questa, per Wang, “è la storia e la realtà”. Tutti sono avvisati. “Il ritorno di Taiwan alla Cina costituisce una parte importante dell’ordine internazionale post-bellico” ha detto il capo della diplomazia cinese. Che ha spiegato come la visione di Pechino e della Cina sull’isola ribelle non sia mai cambiata: “Taiwan non è mai stata un Paese, né in passato, né lo sarà in futuro”. Quindi Wang “avvisa” gli attori dell’area e le potenze geopolitiche internazionali: ribadendo che per la Cina dare sostegno “all’indipendenza di Taiwan” equivarrebbe a “minare la stabilità nello Stretto di Taiwan”. Un messaggio che pare diretto, tra gli altri, a Washington: “Il fatto di cercare l’indipendenza di Taiwan è destinato a ritorcersi contro chi lo fa e usare Taiwan per contenere la Cina non sarà altro che un tentativo inutile. La Cina realizzerà la riunificazione, è un processo che non può essere fermato”.
Le parole del ministro degli Esteri cinese arrivano a distanza di qualche giorno dalla decisione, assunta nell’ambito delle Due Sessioni, di alzare una volta di più il budget delle spese militari del Dragone. Una decisione che appare in perfetta sintonia con quanto sta avvenendo a livello globale, in un momento storico in cui tutti, ma proprio tutti (Ue inclusa), parlano di riarmo e nuovi investimenti nella Difesa. La vicenda Taiwan, inoltre, è legata a filo doppio ai rapporti, complessi, tra Pechino e gli Stati Uniti. Nei giorni scorsi, infatti, il colosso taiwanese dei chip Tmsc ha annunciato nuovi investimenti in Arizona per 100 miliardi di dollari mentre il governo locale ha chiesto a Trump di vendere più armi americane alle sue forze armate nella speranza che ciò dia un segnale inequivocabile a Xi e alla sua idea di perseguire la politica dell’Unica Cina.
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