Ambiente

Sono allarmanti le previsioni per la stagione degli uragani 2025

di Gianluca Pascutti -


Si prevede che la stagione degli uragani nell’Atlantico per il 2025 sarà più attiva della norma, a causa di condizioni ambientali favorevoli allo sviluppo dei cicloni tropicali. Le temperature della superficie del mare nel settore orientale subtropicale dell’Atlantico e nel Mar dei Caraibi risultano superiori alla media, creando un contesto ideale per la formazione e l’intensificazione delle tempeste.

Fattori climatici e implicazioni

Storicamente, quando le temperature del mare nell’Atlantico tropicale e subtropicale sono superiori alla media durante la primavera, si osserva un indebolimento dell’anticiclone subtropicale e una riduzione degli alisei. Questo fenomeno favorisce il mantenimento delle acque calde e riduce il wind shear verticale, condizioni che amplificano il potenziale di sviluppo degli uragani.

Attualmente, si rilevano condizioni di una La Niña quasi assente, con la previsione che evolveranno verso uno stato neutrale nei mesi centrali della stagione. Anche le probabilità di un fenomeno El Niño rimangono basse, il che implica una minore intensità dei venti in quota sull’Atlantico tropicale, elemento tipicamente sfavorevole alla formazione dei cicloni.

Rischi e considerazioni locali

Nonostante queste previsioni riguardino l’intero bacino atlantico, è fondamentale sottolineare che il numero complessivo di cicloni non è sempre direttamente correlato al rischio per specifiche aree geografiche. Anche in stagioni molto attive, alcune regioni possono non subire alcun impatto, mentre una singola tempesta in un’annata meno intensa potrebbe causare danni devastanti se colpisse un’area densamente popolata.

Inoltre, negli ultimi anni si è osservato un aumento del numero di uragani che, dopo aver attraversato l’Atlantico, mantengono la loro intensità fino a raggiungere l’Europa. Questo fenomeno potrebbe avere conseguenze anche per l’Italia, con tempeste più violente e piogge torrenziali in grado di causare alluvioni e danni significativi. La crescente temperatura delle acque del Mediterraneo potrebbe inoltre favorire la formazione di Medicane (uragani mediterranei), rendendo necessario un attento monitoraggio della situazione.

Il bilancio della stagione 2024

La stagione degli uragani atlantici del 2024 è stata una delle più distruttive mai registrate, seconda solo alla più costosa della storia. Con danni economici superiori ai 200 miliardi di dollari, la stagione ha contato:

  • 18 tempeste denominate,
  • 11 uragani,
  • 5 uragani maggiori.

Tra gli uragani più devastanti del 2024 figurano Beryl, Helene e Milton, che hanno causato centinaia di vittime e ingenti danni. A seguito della loro gravità, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha deciso di ritirare i loro nomi dalle future liste ufficiali.

L’elevata intensità e frequenza delle tempeste nel 2024 sono state attribuite alla combinazione tra temperature oceaniche eccezionalmente alte e la presenza di La Niña, condizioni che hanno amplificato il potenziale distruttivo dei fenomeni atmosferici.

Previsioni e dati statistici per il 2025

Secondo le stime preliminari fornite dalla Colorado State University, la stagione 2025 potrebbe registrare:

  • 17 tempeste denominate,
  • 9 uragani,
  • 4 uragani di categoria 3 o superiore.

Con l’avvicinarsi della stagione 2025, sarà essenziale monitorare l’evoluzione delle condizioni climatiche per affinare le previsioni e adottare le misure necessarie alla mitigazione dei rischi.

La prima tempesta della stagione prenderà il nome di “Andrea”, secondo la lista ufficiale dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO).


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