Provincia di Ragusa, continuano le assunzioni con criteri discutibili: che ne dice Schifani?
In vista delle elezioni di secondo livello previste per il 27 aprile, si agitano le acque del Libero Consorzio, ex Provincia di Ragusa. Una nostra inchiesta vi ha raccontato la vicenda che ha visto protagonista il Direttore Generale dr. Nitto Rosso, già uomo vicinissimo a Cuffaro, poi segretario provinciale di Azione, poi, con un concorso che ha derogato le stesse regole dell’Ente, dirigente della ex Provincia. Il primo concorso vinto da Rosso, come vi abbiamo raccontato, è stato bandito in deroga al regolamento dell’ente. Non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale né su INPA, ed ha previsto requisiti inediti, che miracolosamente si adattavano benissimo al dr. Rosso: aver lavorato per un’azienda che fatturi almeno quattro milioni e che abbia almeno venti dipendenti. L’azienda agricola del papà di Rosso, dove lavorava l’attuale DG, rispondeva esattamente a quei requisiti, non previsti dal regolamento ma decisi arbitrariamente, per ragioni che tuttora non abbiamo compreso, dalla commissaria Dr.ssa Valenti. Così Rosso viene assunto, ma già qui c’è un ulteriore giallo: la legge prevede l’incompatibilità per chiunque abbia ricoperto qualunque ruolo all’interno di un partito nei due anni precedenti, e Rosso era stato nominato solo pochi mesi prima (ottobre 2023) segretario provinciale di Azione. Anche su questa occorrenza, nessuna risposta dai vertici del Consorzio. Risposte forti e piuttosto rabbiose sono arrivate invece da Rosso a proposito del secondo concorso che lo vedeva impegnato, quello per un dirigente a tempo indeterminato, al quale parteciparono in otto ma venne ammesso alle prove d’esame solo uno, proprio lui. Il DG rivendicando il bene del suo operato ha urlato ai quattro venti che tutto fosse regolare, e che sarebbe andato avanti, ma un paio di giorni dopo ha invece ritirato la sua partecipazione, e la Valenti ha revocato l’intero concorso, con la motivazione surreale che l’unico ammesso alle prove si era ritirato. Pirandello ci scriverebbe bellissime opere teatrali, mentre noi siamo più modestamente costretti a scriverci articoli e proseguire con l’inchiesta. Non sappiamo se queste vicende possano configurare eventuali ipotesi di reati, illeciti amministrativi, o danni erariali: non spetta a noi valiutarlo. Quel che invece ci preme, da cronisti appassionati che lavorano per un giornale libero qual è L’identità, sono gli aspetti sociali e politici di tutto quel che accade nei palazzi delle istituzioni pubbliche.
In attesa di novità su quanto già raccontato, assistiamo a nuove scelte discutibili, e nuove polemiche. Desta stupore la nomina del Presidente della società mista So.Sv.I. Srl, a maggioranza pubblica, dove è stato designato un imprenditore ragusano attualmente segnalato da misure camerali, e che da anni è un protagonista attivo della politica iblea: coordinatore locale del partito Azione e sostenitore della lista del sindaco Cassì. Una scelta dunque che stride con la retorica della “tecnicità” invocata dal Direttore Generale, il quale ha proposto all’assemblea di nominare “un tecnico, ovvero persona non ricollegabile al sistema politico”. Qui si passa da Pirandello a Brancati, forse, ma la linea letteraria è la stessa. Non meno controversa la riforma del Nucleo di valutazione e del Nucleo per il controllo strategico. Innanzitutto il consorzio guidato da Valenti e da Rosso pare abbia portato l’emolumento dei componenti del nucleo da euro 600 lordi a euro 1.300 lordi, ovviamente al mese. In sintesi il costo dei due nuclei passa da euro 36.000 a Euro 93.600 annui: tutti soldi in più a carico del contribuente. Ma per la scelta di chi dovesse ricoprire questi ruoli, evidentemente preziosi tanto da aumentarne il costo, non si è scelto l’avviso pubblico, dunque un confronto fra i migliori profili possibili, ma si è optato per nomine dirette. L’art. 92 del ROUS richiede per quei ruoli esperti in gestione aziendale, e la Valenti ha designato tre giovani avvocati: uno era coordinatore di Fratelli d’Italia, gli altri due notoriamente vicini a due importanti politici ragusani. Siamo proprio sicuri, visto che è stata scelta la nomina diretta, che non ci fossero personalità con competenze di maggior livello? Con quali criteri la scelta è caduta su questi tre professionisti? Non sarebbe stato meglio espletare una gara, vieppiù che le nomine sono triennali, e scadono nel 2027?
In questo quadro che continua a mostrare zone di potenziale opacità, con regolamenti derogati e nomine dirette, si moltiplicano le richieste di intervento al Presidente della Regione Schifani e agli organi di vigilanza preposti. Noi crediamo che tutti i cittadini italiani, dunque anche i cittadini ragusani, meritino istituzioni trasparenti, e al di sopra di ogni sospetto di clientelismo e denari pubblici spesi in modo non corretto. Raccontare la verità e invocare la luce della trasparenza crediamo sia l’unico disinfettante possibile.
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