Cultura & Spettacolo

Parla Barbara De Rossi: “Nella salute e nella malattia: l’esempio di Eleonora Giorgi”

di Andrea Iannuzzi -


Intervista a Barbara De Rossi: L’esempio di Eleonora Giorgi

E’ con un commovente omaggio a Eleonora Giorgi che alla Casa del Cinema di Roma è stata presentata la prossima edizione del Festival dei Tulipani di Seta Nera, in programma al cinema The Space di Roma nei giorni dall’ 8 all’11 maggio.
In questa occasione la kermesse dedicata ai cortometraggi che trattano tematiche sociali, organizzata da Diego Righini con la direzione artistica di Paola Tassone, è stata celebrata con un tributo speciale alla indimenticabile attrice, recentemente scomparsa dopo un lungo calvario dovuto a un tumore al pancreas.
Fra gli ospiti presenti, l’attore Pino Quartullo, che con Eleonora Giorgi stava lavorando a un progetto per portare a teatro il film “Un tocco di classe” proprio nel momento in cui la malattia l’ha costretta ad abbandonare le scene.

E Barbara De Rossi, amica e collega della celebre Finnicella di “Mia moglie è una strega” in veste anche di madrina.“Non è mai stata raccontata la malattia come ha avuto il coraggio di fare lei”-ha raccontato l’attrice, tra gli applausi dei presenti.

Barbara lei ed Eleonora Giorgi vi conoscevate bene. Qual era il rapporto che vi legava?
Ci conoscevamo da moltissimo tempo. Sono stata anche intervistata da lei diversi anni fa in un programma che conduceva per una radio. E’ un’attrice che ho sempre stimato. Una persona molto dolce, molto gentile ed educata. Lo si è visto anche nella malattia. Quello che lei è riuscita a fare credo sia una cosa veramente per pochi. Ha lanciato un messaggio di grande forza e di grande speranza a tutte le persone che sono malate. E la sua di malattia l’ha affrontata con una delicatezza e una pulizia unica.

In effetti la Giorgi ha vissuto il suo dramma pubblicamente. Che sensazione ha provato vedendola anche sofferente parlare in tv e sui giornali del suo calvario?
Io ho perso mia madre per un tumore. Per cui vedere Eleonora in quelle condizioni mi ha fatto rivivere un po’ la stessa situazione. Perché davvero è un male che azzera la vita, ed è per questo che lei ha fatto un gesto così importante. Chi ci è passato, sa bene come il tumore annienti l’essere umano. Eleonora invece ha trovato una grande forza, e devo dire che ha anche infranto un muro.

Quale?
Lei consideri che negli anni ottanta e novanta se qualcuno avesse parlato della propria malattia come ha fatto lei, non avrebbe più lavorato. Sarebbe stata messa da parte, perché funzionava così. Eleonora invece è andata oltre, è come se avesse detto: ok sono malata, però c’è anche la vita. Godiamocela fino in fondo, cerchiamo di tirare fuori quelle cose che ci siamo persi.

Proprio per quello che ha rappresentato nel cinema, ma anche nel cuore degli italiani in questi ultimi anni, si potrebbe dedicare una fiction a Eleonora Giorgi?
Certamente, si può dedicarle una fiction, trattando anche il tema del tumore per sensibilizzare le fragilità di tutti, e inserire il percorso e gli effetti della malattia in una storia che possa dare forza e speranza alle persone che soffrono.


Torna alle notizie in home