Attualità

Trump per colloqui con l’Iran: ecco chi può ascoltarlo

di Angelo Vitale -

Mohammad Javad Zarif


Donald Trump mette fretta alla sua amministrazione per cercare di avviare colloqui diretti con l’Iran finalizzati a smantellare il programma nucleare di Teheran. L’indiscrezione del Wall Street Journal che cita un funzionario statunitense ipotizza la mossa per quello che sarebbe il primo tentativo di negoziazione diretta e prolungata tra i due Paesi da quando, nel 2018, il presidente americano ritirò gli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano. Gli accordi precedenti avevano permesso a Teheran di continuare un significativo arricchimento dell’uranio, senza tuttavia arrivare all’eliminazione completa del programma. Washington, ora, punta a un’intesa più radicale, che garantisca il completo smantellamento delle capacità nucleari dell’Iran.

Il Grande Ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran, ha finora respinto l’ipotesi di negoziati diretti. E subito, in un’intervista alla Nbc, Trump aveva minacciato “bombardamenti” e “dazi secondari” nel caso in cui Teheran non avesse accettato di siglare un nuovo accordo volto a impedire lo sviluppo di un’arma atomica.

Dietro queste posizioni ufficiali dell’Iran c’è però molto di più. il 2 dicembre scorso, sulla rivista statunitense Foreign Affairs interveniva Mohammad Javad Zarif, che è esponente di punta della fazione riformista iraniana ora al governo, già ambasciatore alle Nazioni Unite dal 2002 al 2007 e ministro degli Esteri dal 2013 al 2021, ruolo in cui ha guidato la delegazione iraniana nei complessi negoziati sul nucleare il cui esito fu la firma del Joint Comprehensive Plan of Action. Dall’agosto dell’anno scorso Zarif è vicepresidente gli affari strategici dall’agosto 2024, vera e propria voce internazionale del presidente Masoud Pezeshkian, che non a caso alla fine di marzo a Trump rispondeva lasciando la porta aperta a negoziati “indiretti”.

Zarif su Foreign Affairs scriveva di un governo iraniano che “vuole impegnarsi in modo costruttivo con l’Occidente, pronto a gestire le tensioni con gli Stati Uniti, che hanno appena eletto un nuovo presidente”. E indicava la speranza di Pezeshkian “in negoziati alla pari per quanto riguarda l’accordo sul nucleare, e potenzialmente di più” pur precisando che “l’Iran non capitolerà di fronte a richieste irragionevoli”.

Questo, assai probabilmente, il terreno fertile che Donald Trump vuole sondare. Questo, l’uomo che può essere l’interlocutore degli Usa in questa nuova stagione dei negoziati con l’Iran.


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