Politica

Ministero della Giustizia sotto accusa per la mancata nomina del capo del Dap

di Giuseppe Ariola -


Il ministero della Giustizia rimpiomba nelle polemiche alimentate dell’opposizione, ma questa volta non per la separazione delle carriere dei magistrati o, più in generale, per la riforma costituzionale, bensì per due questioni che riguardano la gestione dei penitenziari. La prima ha a che fare con il grave problema del sovraffollamento carcerario che, a quanto pare, il governo starebbe affrontando attraverso l’acquisto di blocchi prefabbricati da piazzare presso alcune delle strutture detentive già esistenti, così da aumentarne la capienza. Una soluzione che non convince il Pd – che al Senato ha presentato un’apposita interrogazione parlamentare al ministro Nordio – ancor meno la senatrice Ilaria Cucchi di Avs, che parla di “politica repressiva e miope della destra in materia carceraria”, ma neanche Forza Italia che resta convinta della necessità di prevedere misure alternative per i detenuti in attesa di giudizio come la principale soluzione al dramma del sovraffollamento carcerario. La seconda questione che agita il ministero della Giustizia si muove invece sull’asse tra il dicastero di via Arenula e il Quirinale, con una piccola deviazione su Palazzo Chigi. Parliamo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), privo di un vertice da oltre tre mesi. Il Guardasigilli ha assicurato che il nome approderà presto sul tavolo di Palazzo Chigi, ma la matassa sembra essere più ingarbugliata del previsto. Del dossier si sta occupando il sottosegretario Delmastro che spinge per Lina Di Domenico, vicecapo del dipartimento, profilo che però non avrebbe condiviso con il Presidente della Repubblica cui tocca firmare la nomina. Per cortesia istituzionale e prassi il Quirinale attendeva di essere informato della proposta prima che la nomina si desse per fatta e la proposta diventasse di dominio pubblico. Così però non è stato e quella che è ritenuta una grave sgrammaticatura da qualcuno e una mera superficialità da qualcun altro ha di fatto provocato lo stallo. Delmastro ieri alla Camera a chi chiedeva eventuali novità sulla vicenda ha risposto semplicemente che non ce ne sono, lasciando immaginare che, nonostante l’ottimismo mostrato da Nordio, la soluzione non sia ancora a portata di mano. Nel frattempo le opposizioni con il testa il Pd puntano il dito contro il governo e lo stesso fa l’Osapp, il sindacato della polizia penitenziaria, che imputa senza mezzi termini a Delmastro la responsabilità della vacatio ai vertici del Dap dopo così tanto tempo.


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