Attualità

La nascita del vino, il mito greco di Dioniso e Ampelo

di Michele Enrico Montesano -


Il vino è nato grazie al Teatro. Nella mitologia greca è per mano di Dioniso, dio del vino, dell’ ebbrezza e del Teatro che gli uomini scoprirono il vino. Le Grandi Dionisie, istituite nel 535-533 a.C. per opera di Pisistrato, furono all’origine del Teatro. Esse erano delle gare tra cori ditirambici, i canti corali in onore del dio Dioniso. Il mito narra che il primo amore di Dioniso fosse un giovane ragazzo – in alcune versioni è un satiro – di nome Ampelo.
Il dio e il giovane Ampelo trascorrevano molto tempo insieme. Competevano da avversari in gare fisiche, nelle quali Dioniso perdeva volutamente cedendo ad Ampelo il vanto della vittoria. O immergendosi a lungo nelle acque del fiume. Ampelo trattava con familiarità tutte le creature che popolavano la terra: orsi, leoni, tigri.

Dioniso incoraggiava in tutto il giovane ma lo mise in guardia da una in particolare: “non devi temere nessuna delle bestie, guardati soltanto dalle corna del toro spietato”. Un giorno Ampelo vide un toro solitario che si abbeverava e si avvicinò per accarezzargli le corna. Poi con quel che aveva attorno: rami e arbusti, si fabbricò una frusta e delle briglie. Spinto dalla spavalderia della giovinezza, poggiò della pelle maculata sul dorso dell’animale e lo montò. Selene, la dea greca della Luna, gelosa di Ampelo e infastidita dalla sua tracotanza, inviò un tafano per pungere il toro. Il toro, inseguito dal tafano, innervosito, cominciò a galoppare per fuggire dall’insetto. Ampelo non controllava più la bestia. Venne disarcionato e un corno lo trafisse.

Dioniso ritrovò Ampelo insanguinato nella polvere, ancora bello agli occhi del dio. Non poteva seguire il suo amato nell’Ade poichè immortale e pianse. Pianse per la prima volta. Proprio il dio dell’ ebbrezza, della liberazione degli affanni, aveva le lacrime sul suo volto. Dioniso non poteva piangere. Secondo la mitologia questo fu un evento che cambiò la natura del dio e del mondo intero. Il dolore della perdita, causò una rottura dello stato divino. Dioniso divenne, per quel momento, una divinità malinconica e funerea, privo di ebbrezza e follia. Il dolore lo rese mortale. Vedendo Dioniso in questo stato, Helios, il Dio del sole e le Ore, le divinità del tempo e delle stagioni, trasformarono il corpo di Ampelo in una vite. “Colui che aveva portato il pianto al dio che non piange, avrebbe anche portato delizia al mondo”. A quel punto Dioniso si riebbe.

Quando l’uva nata dal corpo di Ampelo fu matura, Dioniso ne staccò i primi grappoli, li spremette con dolcezza, con “un gesto che sembrava conoscere da sempre” guardò le sue dita macchiate di rosso e le leccò. Il dio pensava al giovane Ampelo e al suo color rosato proprio come il succo fuoriuscito dai grappoli. Scrive Roberto Calasso nelle Nozze di Cadmo e Armonia “Era appunto ciò che mancava alla vita, che la vita aspettava: l’ebbrezza”.
Dioniso aveva rivelato per Amore il vino all’Attica e all’umanità intera. Il vino è una storia di Teatro, d’Amore e di malinconia. In ogni sorriso, ci sarà sempre un velo di tristezza.


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