La “guerra del Dna” nel caso Garlasco: le unghie di Chiara dicono che è di Andrea Sempio
Il caso Garlasco e l’omicidio di Chiara Poggi – per il delitto è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere l’allora fidanzato Alberto Stasi -, con il via delle nuove indagini della Procura di Pavia sono ormai al centro di una vera e propria “guerra del Dna”, sempre più intricata e giocata sul filo delle attuali frontiere scientifiche raggiunti da questi studi, oggettivamente più ampie di quelle di otto anni fa.
Oggi, nella stessa giornata, si rinnova il ricordo delle indagini dei Ris di Parma svolte 8 anni fa e che esclusero la presenza di Dna maschile sotto le unghie della vittima, mentre la perizia disposta dalla Procura, di cui scrive l’Adnkronos, riferisce invece compatibile la presenza del Dna di Andrea Sempio sopra due unghie della vittima, rivelando peraltro che la consulenza sia datata febbraio 2024, ancor prima che Sempio fosse nuovamente indagato. Un particolare che fa emergere il tempo trascorso da allora e durante il quale la magistratura ha raggiunto una sufficiente convinzione per indagare su Sempio.
Sotto le unghie di Chiara Poggi non c’è nessun Dna maschile, avevano affermato i Ris di Parma nel 2007, dopo due accertamenti fatti, subito dopo il delitto del 13 agosto 2007, sotto e sulle unghie della vittima.
Ora la Procura di Pavia è tornata alla carica e si è affidata al genetista Carlo Previderè che nella sua relazione di sessanta pagine ha abbracciato l’ipotesi che la difesa Stasi sostiene da tempo. Per Previderé il materiale trovato sui frammenti dell’unghia del primo dito della mano sinistra e del quinto dito della destra di Chiara Poggi è “perfettamente sovrapponibile” con il Dna attribuito a Sempio dalla difesa del condannato. “Escluso” invece che sotto l’unghia del quarto dito della mano sinistra della vittima ci sia una traccia genetica riferibile all’allora fidanzato o all’indagato. I due, insieme al padre e al fratello della ventiseienne, e agli altri uomini che sono entrati nella villetta di via Pascoli, saranno quindi presto al centro di nuovi approfondimenti genetici.
Sui frammenti di due unghie di Chiara Poggi c’è un Dna maschile “perfettamente sovrapponibile” con quello attribuito dalla difesa di Alberto Stasi ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, nuovamente indagato per la morte della ventiseienne. Queste, le conclusioni – in possesso dell’Adnkronos – del genetista Carlo Previderé, incaricato dalla Procura di Pavia di analizzare la traccia genetica che potrebbe riaprire il caso sul delitto del 13 agosto 2007.
Nella sua consulenza di 60 pagine l’esperto svela come dall’analisi “dei numerosi reperti” consegnati dai carabinieri di Milano “sono emersi cinque differenti aplotipi Y (cioè Dna, ndr), riconducibili a cinque differenti linee maschili”. In particolare, le tracce genetiche sono state trovate sul quinto dito della mano destra e sul primo e quarto della mano sinistra. “La comparazione di quattro di questi aplotipi con quelli parziali ricavati dai margini ungueali ha consentito di escludere che i soggetti (e tutti i loro parenti correlati in linea paterna maschile) siano venuti in contatto con le mani della vittima.
Per contro, “uno dei cinque aplotipi ottenuti è risultato perfettamente sovrapponibile a quello” identificato nella consulenza di Matteo Fabbri a cui anni fa la difesa di Stasi si è rivolta per “estrarre” il Dna di Sempio “rubato” da un cucchiaino, una tazzina e una bottiglietta d’acqua. Il risultato è “compatibile” con la traccia sulla mano destra e sul primo dito della mano sinistra. “Escluso”, invece, che la traccia sui frammenti dell’unghia del quarto dito della mano sinistra della vittima sia “riferibile” a Sempio e ad Alberto Stasi. Conclusioni che da cui si riparte nell’incidente probatorio in cui si esaminerà, tra gli altri, il Dna prelevato lo scorso 13 marzo a Sempio.
Una relazione firmata nel febbraio 2024, nel novembre 2023 era stata sequestrata la spazzatura di Sempio. La consulenza è datata 5 febbraio 2024, elemento che indica che le indagini per una riapertura del caso di Garlasco sono iniziate da diversi mesi, anche se la notizia del nuovo indagato è recente. Nel fascicolo della Procura – che contiene le relazioni fatte dalla difesa che insinua dubbi su Sempio e sulla misura delle impronte insanguinate lasciate dalle scarpe sul pavimento di casa Poggi – c’è anche l’elenco dei reperti su cui la Procura chiede approfondimenti genetici.
E, in una riga, c’è anche il riferimento – anticipato dal quotidiano La Provincia Pavese – di alcuni sequestri di spazzatura compiuti, nel novembre 2023, davanti a casa di una parente di Sempio, fuori dall’abitazione dell’indagato e davanti al negozio in cui lavorava. Tra gli oggetti che saranno a disposizione dei consulenti e delperito per l’incidente probatorio ci sono quattro mozziconi di sigarette, quattro fazzoletti di carta e uno stuzzicadenti. Alla fine del 2023 risultavano prelevate anche le impronte di Andrea Sempio sulla maniglia della portiera della sua auto.
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