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Anche la Juventus fuori dalla Champions, peggio di Caporetto

di Giovanni Vasso -


Quant’è duro il mondo per quelli “normali”: dopo Milan e Atalanta, anche la Juventus abbandona la Champions League. I bianconeri di Thiago Motta, che avvera sempre di più un percorso neomanfrediano, si fermano contro il Psv: 3-1 e tutti a casa. Succede tutto nel secondo tempo: segna prima l’ex interista Perisic, pareggia Thuram e quindi gli olandesi tornano in vantaggio con Saibari e poi la vincono con Flamingo all’inizio dei supplementari. Resta solo l’Inter a tener alto il vessillo italiano. Che, adesso, ha di che piangere. Perché il sogno di riconfermare cinque squadre in Champions si fa sempre più in miraggio. E, del resto, se lo spettacolo e le ambizioni sono queste, detto tra noi, a che serve portarne così tante?

Nessuna delle tre italiane è stata eliminata da una squadra davvero blasonata o, alla vigilia, data per favorita al passaggio del turno. Il Milan s’è fatto cacciare dal Feyenoord a cui aveva “rubato” la stella Gimenez. L’Atalanta, invece, s’è fatta passeggiare su dal Bruges che proprio non è il Real Madrid. Che ieri, per inciso, ha impartito un’altra lezione di calcio a Guardiola e al suo City in crisi nerissima. Gasperini, il re Mida della panca, non solo ha perso il suo tocco ma finisce pure per litigare con Lookman, uno dei calciatori più rappresentativi della squadra. A Torino, sponda bianconera, la situazione si fa ancora più drammatica. Il Psv ha blasone, certo. Ma non sembrava in grado di poter neanche impensierire la Juventus. Invece gli olandesi hanno impartito una lezione di calcio a Motta e ai suoi. Per il tecnico ex Spezia e Bologna si sprecano, dopo i peana del precampionato, le critiche da parte dei tifosi. La Juventus non è né carne né pesce, non vince, e quando lo fa non convince. Insomma, questa giornata di Champions League riconsegna l’immagine rimpicciolita della pelota italiana. Tante articolesse, tanti hashtag, tanti buoni propositi non spingono il pallone in rete. Juventus, Atalanta e Milan sono state spazzate via da squadre gregarie. La Spagna, che oltre a Madrid e Barcellona non è che possa vantare chissà che (tranne, forse l’Atletico), sogna di fregarci il posticino in più. E ne avrebbe, a questo punto, più merito e diritto dell’Italia. Quanto è duro il mondo per quelli “normali”.


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