In Myanmar l’esercito ha sparato sulla Croce Rossa
L’esercito del Myanmar che risponde alla giunta militare in carica ha aperto il fuoco su un convoglio della Croce Rossa cinese che stava trasportando aiuti per le vittime del terremoto del 28 marzo. L’incidente è avvenuto nella township di Nawnghkio, nello stato di Shan, a nord di Mandalay, una delle aree più colpite dal sisma. Secondo il regime militare, i soldati hanno sparato “colpi di avvertimento” perché il convoglio non si era fermato nonostante i segnali e non aveva notificato il suo percorso alle autorità locali.
Nel Paese, il generale Min Aung Hlaing è l’attuale primo ministro, comandante in capo delle Forze armate dal 2011, dal febbraio 2021 proclamato presidente del Consiglio di Amministrazione dello Stato (l’organo esecutivo della giunta militare) dopo che l’esercito ha destituito il presidente Win Myint e la consigliera di Stato Aung San Suu Kyi attraverso un colpo di Stato col quale è stato imposto lo stato di emergenza.
La situazione dopo 5 giorni dal sisma rimane critica. Un bilancio riferisce di oltre 2mile e 800 morti e migliaia di feriti, mentre molte persone rimangono ancora disperse e si teme che il numero delle vittime possa aumentare. Nonostante gli sforzi dei soccorsi, molti edifici continuano a crollare a causa delle scosse di assestamento, complicando le operazioni di salvataggio e tuttora le squadre di intervento stanno lavorando per raggiungere le aree più remote, ostacolate da strade danneggiate e comunicazioni interrotte.
La continuazione del conflitto civile si aggiunge agli ostacoli per i soccorsi. Alcuni gruppi ribelli hanno dichiarato una tregua temporanea per facilitare l’accesso degli aiuti, ma il regime militare ha rifiutato lo stop delle operazioni militari attraverso le quali contrasta i ribelli.
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