Editoriale

Il caso Taylor Swift più soldi che musica

di Adolfo Spezzaferro -


Ora che sono passate le due date milanesi, precedute da titoli e titoli sul fenomeno incredibile di questa cantante americana ritenuta così importante da essere interpellata anche sul successore del presidente Joe Biden, possiamo analizzare il fenomeno a freddo. Abbiamo letto ovunque che migliaia di americani sono atterrati a Milano per seguire la loro beniamina. Così come abbiamo letto che i suoi concerti nel capoluogo lombardo – tra prenotazioni, aumenti vari e speculazioni – hanno generato circa duecento milioni di euro di volume di affari per tutti i soggetti coinvolti, dagli alberghi agli affittacamere, dai ristoranti ai bar. La Swift è l’emblema dello showbiz macina soldi a oltranza, dove tutto è più grande, gigantesco, dai guadagni al numero di date dei tour al numero di biglietti venduti. Il suo personaggio è costruito alla perfezione, con cura maniacale in ogni dettaglio. Lei parla dritto al cuore dei suoi fan, senza troppi fronzoli o grilli per la testa. “Ho solo 17 anni. Non so niente, ma so che mi manchi”: così recita la sua canzone-tipo. Già, le canzoni: stiamo pur parlando di una cantante pop con intrusioni nel folk, nel country, nell’hip-pop. Diciamo un’artista pop-fusion. Incuriositi dal fenomeno, abbiamo voluto scegliere la sua canzone più ascoltata in streaming, “Cruel Summer”, due miliardi e 250 milioni di ascolti. Il punto è che ci sono diversi pezzi suoi sopra il miliardo di streaming. Una roba alla Beatles, per capirci. Ma a differenza dei Fab Four (unici e inimitabili anche e soprattutto per l’impatto sulla cultura e il costume), le sue canzonette pop sono assolutamente dimenticabili. Forse saranno i suoi live ad essere pazzeschi, indimenticabili. Oppure, semplicemente, i gusti musicali medi del pubblico occidentale prevalentemente bianco e femminile (ossia il suo pubblico) ben si sposano con la sua roba. E invece, tutti a parlare di quanto sia ricca, che il suo patrimonio supera il Pil di 50 Paesi, che nei soli Usa nel 2024 ha generato cinque miliardi di dollari. Persino la Fed, la banca centrale Usa, studia il fenomeno, ribattezzato Swiftonomics. Ma le sue canzoncine, vogliamo ricordarlo, restano bruttarelle. Ma forse la musica ormai non c’entra più niente con la… musica.


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