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“Il Cammino dell’acqua” tra storia, natura e devozione

di Angela Arena -


“Il Cammino dell’acqua” tra storia, natura e devozione – Definiti nel 118 a.C. calles publicae dal letterato Marco Terenzio Varrone, i tratturi, antichi tracciati risalenti all’epoca protostorica hanno assunto nel tempo diverse importanti funzioni destando l’interesse di storici e studiosi. È il caso dell’antico tracciato Pescasseroli-Candela che, nato in epoca imperiale come via militare di servizio tra Brindisi e Roma, fu poi utilizzato dai pastori per la transumanza fino ai primi anni ’50 del secolo scorso. Considerato il 2° tratturo più esteso del Meridione, grazie ai suoi 211 km di lunghezza per 60 metri di larghezza, il percorso dai Monti dell’Abruzzo conduce al Tavoliere delle Puglie e costituisce la guida ideale seguita dai pellegrini che solcano le tappe del “Cammino dell’acqua” tra i suggestivi paesaggi che collegano due centri di devozione: la Basilica Minore dell’Addolorata di Castelpetroso al Santuario della Madonna della Libera di Cercemaggiore. Ricco di tradizioni, paesaggi mozzafiato e testimonianze storico-religiose come la Basilica Minore dell’Addolorata di Castelpetroso, il Santuario della Madonna della Libera di Cercemaggiore, la Cattedrale di Bojano e i resti del Santuario italico di Ercole a Campochiaro, il tracciato assume particolare rilievo in vista dell’imminente Giubileo. Attraversando pittoreschi borghi, la riserva regionale oasi WWF di Guardiaregia e i resti archeologici della città romana di Altilia, dal fiabesco Santuario di Castelpetroso il cammino intercetta il regio tratturo attraverso una mulattiera in terra battuta che costeggia per 1,5 km il torrente Borrello fino alla salita panoramica verso la località Sant’Eramo. Qui il tracciato si snoda per le numerose contrade e frazioni appartenenti a Cantalupo nel Sannio per poi assestarsi alle pendici del Massiccio del Matese dove antiche dimore rurali rimandano a un passato di pastorizia e Brigantaggio, per poi risalire in direzione del borgo di San Massimo arroccato ai piedi del massiccio del Matese che, a 1429 metri di altezza, ospita la stazione turistica e sciistica di Campitello Matese dominata dall’imponente mole del Monte Miletto che segna il confine con la Campania. Il percorso prosegue per Bojano, dove l’acqua è l’elemento naturale che attraversa e circonda tutto l’abitato così come il borgo arroccato di Guardiaregia in prossimità di una fonte e del fiume Quirino: la traccia tratturale è un susseguirsi di sali-scendi che che fungono da spartiacque tra i fiumi Biferno e Fortore per poi trovare la massima espressione di una frequentazione lunga 3000 anni con il raggiungimento di Altilia, antica città di epoca romana.


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