Hezbollah buca le difese di Israele e colpisce una base vicino Binyamina. Massacro delle Idf nel campo profughi di Nuseirat
È di quattro soldati israeliani uccisi e 58 feriti, di cui sette in maniera grave, il bilancio di un attacco condotto con droni dai miliziani di Hezbollah contro una base delle Forze di difesa israeliane (Idf) vicino a Binyamina, nella parte centro-settentrionale di Israele. I miliziani sciiti hanno rivendicato di aver colpito la struttura con “uno sciame di droni” e di aver così dimostrato di essere in grado di colpire il territorio dello Stato ebraico, “bucando” le sue difese aeree.
Il portavoce delle Idf, il contrammiraglio Daniel Hagari, ha affermato che si sta indagando sull’attacco e che gli aeromobili senza pilota, presumibilmente di recente fabbricazione, non hanno fatto scattare alcuna sirena di allarme. “Indagheremo su come un drone possa violare lo spazio aereo senza preavviso e colpire una base”, ha detto. “Siamo tenuti a fornire una protezione migliore. Investigheremo su questo incidente, impareremo da esso e miglioreremo”, ha aggiunto Hagari.
Il Capo di Stato Maggiore delle Forze di difesa israeliane, il generale Herzi Halevi, si è recato nella base colpita da Hezbollah. “Siamo in guerra e un attacco a una base di addestramento nelle retrovie è grave e ha conseguenze dolorose”, ha dichiarato il generale. E ancora: “Avete agito correttamente nel curare ed evacuare i feriti e le vittime. Continuiamo a combattere e ad allenarci per le prossime battaglie”.
Gli Houthi hanno celebrato l’uccisione l’azione del Partito di Dio. “Benediciamo l’operazione di Hezbollah che ha portato alla morte e al ferimento di decine di soldati sionisti. Ci prostriamo in ammirazione davanti al leggendario eroismo dei mujaheddin della Resistenza islamica in Libano”, si legge in una nota del presidente del Consiglio politico degli Houthi, Mahdi al Mashat, condivisa sul suo canale Telegram.
Presa di posizione di Bruxelles contro Tel Aviv. L’Unione Europea “esprime la sua profonda preoccupazione per la recente escalation lungo la Blue Line. L’Ue condanna tutti gli attacchi contro le missioni Onu”, è scritto in comunicato dell’Alto Rappresentante Josep Borrell. L’Ue, continua, ha “una preoccupazione particolarmente profonda per gli attacchi delle Forze di difesa israeliane (Idf) contro la Forza delle Nazioni Unite in Libano (Unifil), che hanno lasciato diversi peacekeeper feriti. Questi attacchi contro i peacekeeper Onu costituiscono una grave violazione del diritto internazionale e sono totalmente inaccettabili. Questi attacchi devono cessare immediatamente”. Il pretesto israeliano di dover scardinare ad ogni costo Hezbollah, non regge.
Tutti gli attori, prosegue Borrell, “hanno l’obbligo di adottare le misure necessarie per garantire la sicurezza e l’incolumità del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite e di rispettare in ogni momento l’inviolabilità delle sedi dell’Onu. Aspettiamo spiegazioni con urgenza e un’indagine approfondita da parte delle autorità israeliane sugli attacchi contro l’Unifil, che svolge un ruolo fondamentale per la stabilità del sud del Libano”.
Nel governo israeliano, guidato del premier Benjamin Netanyahu, le posizioni oltranziste trovano sempre più spazio, come dimostrano le parole pronunciate dal ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich: “Voglio uno Stato ebraico che includa Giordania, Libano e parti di Egitto, Siria, Iraq e Arabia Saudita. Secondo i nostri più grandi saggi, Gerusalemme è destinata ad estendersi fino a Damasco. Dico ai turchi che Istanbul diventerà presto la capitale degli ebrei. Tutto quello che devi fare è aspettare le nostre sorprese”.
Almeno 25 persone hanno perso la vita e 120 hanno riportato ferite in due bombardamenti dell’esercito israeliano contro una scuola che ospita sfollati nel campo profughi di Nuseirat e contro le tende allestite nell’ospedale dei Martiri di Al Aqsa (Deir al-Bala), nel centro della Striscia di Gaza. Le autorità dell’enclave palestinese hanno fatto sapere che il raid di Tel Aviv alla scuola “Mufti” ha causato la morte 22 persone, tra cui 15 bambini e donne, e ferito 80 persone.
L’ufficio stampa del governo di Gaza ha denunciato che i soldati israeliani sapevano che nella scuola “c’erano migliaia di bambini e donne sfollati dalle loro case e i cui quartieri sono stati bombardati. Hanno attaccato la scuola nonostante si trovasse in un’area che l’occupazione non ha classificato come zona di combattimento”.
Tre persone sono state uccise e altre 40 ferite in un bombardamento delle tende allestite all’interno dell’ospedale dei Martiri di Al Aqsa a Deir al-Ballah. È la settima volta che questo sito viene bombardato da Israele (a gennaio, marzo, luglio, agosto e due a settembre) “nel quadro del crimine di genocidio, pulizia etnica e olocausto lanciato dall’esercito israeliano contro i civili e gli sfollati”.
Il portavoce in lingua araba dell’Idf, Avichai Adraee, ha respinto le accuse, assicurando che i caccia hanno colpito “terroristi che operavano in un complesso di comando e controllo allestito in un’area che in precedenza era l’ospedale dei Martiri di Al Aqsa”. “I membri di Hamas usavano il complesso dell’ospedale per pianificare ed eseguire operazioni terroristiche”, ha concluso Adraee.
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