Harvard nel mirino di Trump
Dopo la Columbia University, anche Harvard finisce nel mirino di Donald Trump per le proteste pro-Gaza nei campus. L’amministrazione di Washington ha avviato una revisione dei circa 9 miliardi di dollari in sovvenzioni e contratti federali destinati all’ateneo, accusato di non aver gestito adeguatamente episodi di antisemitismo. Una task force esaminerà in particolare 255,6 milioni di dollari in contratti governativi e oltre 8,7 miliardi in sovvenzioni pluriennali destinate all’università e alle sue istituzioni affiliate. Il Dipartimento dell’Istruzione, il Dipartimento della Salute e la General Services Administration hanno chiesto provvedimenti urgenti per garantire che i fondi pubblici siano utilizzati in conformità con gli standard richiesti. L’intervento ricalca quanto già accaduto ad altri atenei. Il 7 marzo Trump aveva tagliato 400 milioni di dollari destinati alla Columbia University, che aveva poi adottato misure sulle manifestazioni pro-Gaza e rivisto i curriculum degli istituti di studi mediorientali. Successivamente, l’Università della Pennsylvania aveva subito la sospensione di 175 milioni di dollari per aver permesso a un’atleta transgender di gareggiare con la squadra di nuoto femminile. Ora, Harvard è sotto pressione affinché modifichi le proprie politiche. Il presidente dell’ateneo, Alan Garber, ha dichiarato che Harvard collaborerà con l’amministrazione, pur riconoscendo che l’università “non è perfetta”. Garber, di origine ebraica e subentrato a Claudine Gay dopo le sue dimissioni in seguito a un’audizione in Congresso sull’antisemitismo nei campus, ha avvertito che eventuali tagli ai finanziamenti potrebbero compromettere ricerche fondamentali per la salute pubblica. Tra le istituzioni coinvolte ci sarebbero il Mass General Brigham, il Dana Farber Cancer Institute e il Boston Children’s Hospital. La minaccia di Trump ha suscitato un’ondata di proteste nel mondo accademico. Oltre 1900 membri della National Academy of Sciences hanno firmato una lettera aperta in cui accusano l’amministrazione di un “attacco alla scienza” che potrebbe far regredire la ricerca di decenni. L’intervento su Harvard ha un forte impatto simbolico, data la reputazione dell’università come eccellenza accademica e punto di riferimento per studenti di tutto il mondo. Tuttavia, per l’amministrazione Trump, Harvard ha messo a rischio questa reputazione non proteggendo gli studenti ebrei e promuovendo ideologie divisive. “Harvard è il simbolo del sogno americano, ma oggi la sua immagine è compromessa”, ha dichiarato la ministra dell’Istruzione, Linda McMahon, ribadendo la necessità di un cambio di rotta per giustificare il continuo accesso ai fondi pubblici.
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