Fugatti è deciso: “Valdastico Nord strategica: si farà”
MAURIZIO FUGATTI
Un tassello fondamentale per realizzare la Venezia-Monaco, funzionale agli interessi veneti, ma soprattutto trentini. Non ha certo scelto un’occasione a caso, Maurizio Fugatti (nella foto), governatore del Trentino dal 2018, per rilanciare l’operazione Valdastico Nord. Realizzare quella che molti definiscono “l’autostrada fantasma”, visto che se ne parla invano da oltre mezzo secolo, cioè il tratto che collegherebbe la A31 dal casello vicentino di Piovene Rocchette, a quello di Rovereto Sud sulla A22. Fugatti l’ha fatto a Padova in occasione della convention “Tutto un altro mondo” della Lega, tenuta in vista della rielezione del segretario Matteo Salvini sabato e domenica prossimi al congresso federale di Firenze, specificando i termini del progetto a lui molto caro. “Entro la fine dell’anno – afferma – sono convinto che il Consiglio provinciale approverà la variante al piano urbanistico provinciale”. Attualmente lo strumento di gestione del territorio è bloccato in aula dalle migliaia di emendamenti presentati dall’opposizione di centrosinistra al progetto. “Il regolamento del nostro Consiglio – aggiunge Fugatti – permette un forte ostruzionismo, dobbiamo superarlo, ma credo che si possa dire che arriveremo all’approvazione entro la fine del 2025”. Del resto fu Fugatti nel 2019 a indurre A4 Holding, controllata da Mundys (ex Atlantia, guidata dalla famiglia Benetton e dal magnate spagnolo Florentino Perez), concessionaria della Brescia-Padova e della Valdastico, a realizzare il nuovo progetto di fattibilità del prolungamento a Nord della A31, facendo inserire per la prima volta lo sbocco nella valle dell’Adige a Rovereto Sud. Fino ad allora, come stabiliva il progetto preliminare del 2011, la Valdastico Nord avrebbe dovuto congiungersi all’Autobrennero a Besenello, una decina di chilometri prima di Trento. Ma quello sbocco era sempre stato avversato dal Trentino, che aveva alzato invalicabili palizzate al propugnatore del progetto, il Veneto, forte di sentenze del Consiglio di Stato e della Cassazione civile a sezioni unite. In particolare, il Comune di Besenello aveva vinto il ricorso contro la decisione del Tar del Lazio di non far annullare la delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) del 18 marzo 2013, la numero 21, relativa all’approvazione del progetto preliminare dell’autostrada A31 Valdastico Nord, riguardo al Primo lotto Piovene Rocchette-Valle dell’Astico, e alla procedura di valutazione d’impatto ambientale VIA e VAS del 7 dicembre 2012. Sembrava la pietra tombale sull’infrastruttura, fino a quando Fugatti non aveva estratto dal cilindro politico la proposta dell’uscita a Rovereto Sud per sviluppare un’area con problemi economici, in concomitanza con il mutato atteggiamento dei gestori dell’Autobrennero, che rendendosi conto che l’arteria era ormai satura, hanno visto di buon occhio la soluzione prospettata dal governatore. Che però non è mai piaciuta alle amministrazioni locali per l’impatto ambientale, anche se gran parte dell’opera sarebbe in galleria sotto il Pasubio. “Il progetto della Valdastico Nord – precisa il governatore dal Veneto – può procedere nonostante le difficoltà politiche che ci sono a Trento. Stiamo elaborando la variazione al piano urbanistico e vorremmo andare avanti nonostante la forte opposizione delle minoranze in Consiglio provinciale. Sono fiducioso sul fatto che riusciremo a superare il forte ostruzionismo ed è plausibile che si arrivi alla variante del Pup entro la fine dell’anno”. Fugatti, non l’ha mai nascosto, punta ad avviare l’inizio dei lavori entro la scadenza del suo mandato nel 2028. Non sarà agevole, ma per lui il progetto è strategico. “Il tema della cosiddetta Venezia Monaco o altrimenti detta Valdastico Nord – sottolinea – è un tema molto dibattuto da noi. Come giunta provinciale noi siamo favorevoli e su questo non ci sono dubbi, e siamo determinati ad andare avanti al di là delle criticità che vengono dibattute in Trentino”. Non sfugge che la volontà politica trentina è fondamentale per costruire l’infrastruttura già finanziata e per la quale A4 Holding, presieduta dallo spagnolo Gonzalo Alcalde Rodriguez, non vedrebbe l’ora di essere della partita, mentre i veneti, con Luca Zaia in testa, nel 2026 vorrebbero spogliare i privati della concessione per far tornare la gestione della società dalle uova d’oro – a fronte di 460 milioni di ricavi macina 255 milioni di marginalità lorda -, in ambito pubblico e risolvere così il salasso della Pedemontana.
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