Attualità

Elkann dice no agli investimenti nella difesa cui punta il governo

di Angelo Vitale -


Exor “non ha inclinazioni a investire nella difesa come settore, e non crediamo che ci sia affinità con il comparto automotive”:lo ha detto il presidente della holding, John Elkann, durante la call con investitori e analisti sui risultati del 2024. Rispetto all’annuncio arrivato ieri sui dazi, “l’American Automotive Policy Council, di cui Stellantis è membro, ha fatto una dichiarazione chiara circa il dialogo attualmente in corso con l’amministrazione Trump e soprattutto sulle incertezze” che si aprirebbero per il mercato statunitense. In ogni caso, ha assicurato Elkann, “siamo determinati a concentrarci sulle nostre compagnie e sulle loro performance nel 2025”.

Come si confronterà in Italia questa “inclinazione” della holding di casa Agnelli che è un no netto a quanto il governo Meloni intende fare? “Siamo un governo responsabile – aveva detto due settimane fa il ministro delle Imprese Adolfo Urso annunciando un tavolo con Regioni e imprese per guidare la transizione pensata e spiegando che obiettivo dell’esecutivo “è mettere in sicurezza le imprese e tutelare i lavoratori. Per questo incentiviamo le aziende della filiera automotive a diversificare e riconvertire le proprie attività verso settori ad alto potenziale di crescita, come la difesa, l’aerospazio, la blue economy e la cybersicurezza”.

“Nel 2024 – aveva scritto ieri Elkann nella lettera agli azionisti di Exor -, Stellantis ha incontrato difficoltà per una combinazione di fattori esterni e interni a causa dei quali ha registrato risultati molto deludenti: ricavi netti di 156,9 miliardi di euro (in calo del 17% rispetto al 2023) e un utile operativo rettificato di 8,6 miliardi di euro (-64%), con un margine operativo rettificato del 5,5%”.

E aveva ribadito: “Ci stiamo concentrando sul lancio di nuove auto, adattando i piani per garantire che arrivino sul mercato al momento opportuno i modelli giusti, con le motorizzazioni adeguate.Stiamo razionalizzando le nostre attività, migliorando la qualità alla base di tutto ciò che facciamo”.

Per ora, un dialogo tra sordi, da verificare come il governo commenterà questo no di Elkann.


Torna alle notizie in home