Crolla la disoccupazione, anche quella giovanile. L’occupazione è salita al 63% con un aumento stimato dello 0,1%. Contestualmente la disoccupazione piomba al 5,9% (-0,4%) mentre quella giovanile scende al 16,9%. Cresce (+0,3%) la quota degli inattivi che non studiano né lavorano. I dati 2025 rivelano che, nel corso dell’anno, il tasso di occupazione è salito di 1,1 punti percentuali mentre, rispetto a febbraio 2024, è diminuito sia il numero di persone in cerca di lavoro (-18,4%, pari a -342mila unità) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni. In termini quantitativi, gli occupati in Italia sono 24,3 milioni e sono stati 567mila gli occupati in più in un anno, cifra che arriva dal calcolo dei nuovi dipendenti permanenti (+538mila) e degli autonomi (+141mila) a fronte del calo dei dipendenti a termine (-112mila). La disoccupazione giovanile crolla ai livelli minimi da quando viene monitorata dalle serie Istat. Il governo festeggia i numeri e il ministro al Lavoro e politiche sociali Marina Elvira Calderone annuncia che l’esecutivo è pronto a proseguire lungo questa strada: “L’odierna rilevazione Istat conferma un trend che premia le nostre politiche: cresce l’occupazione e scende la disoccupazione, nonostante un momento di grande incertezza a livello internazionale. Sono numeri importanti, soprattutto per quanto riguarda i giovani e questo ci rende molto soddisfatti in attesa di ulteriori misure per incentivare il lavoro giovanile, quello femminile e l’occupazione nel mezzogiorno”