“Direttore? La procura di Ragusa vuole sentirla sui fatti”. Il terremoto continua a scuotere la Provincia iblea
Pronto dottor Giarrusso? È lei l’autore di due articoli sul quotidiano L’identità che riguardano un concorso bandito dalla provincia di Ragusa?” “Sì, con chi parlo?” “Digos, la chiamiamo su delega della procura di Ragusa, dovremmo ascoltarla” “Devo chiamare il mio avvocato?” “No, l’ascolteremo come persona informata sui fatti”. Questo dialogo telefonico si è svolto proprio pochi minuti dopo aver deciso di tornare col nostro giornale sulle tante anomalie avvenute a Ragusa, e ci ha convinto ulteriormente della bontà della nostra scelta. Non sappiamo ancora per quale ragione verremo sentiti, ma siamo felicissimi che la procura indaghi, e vogliamo collaborare nel far chiarezza, sperando che sui concorsi, le assunzioni, le deroghe, le stranezze, il gran giro di soldi, le smargiassate e le accuse infamanti, si possa pronunciare presto la giustizia. Noi continueremo a raccontarvi novità clamorose e tristi occorrenze, come quella della povera anziana residente a Modica che si è vista recapitare dal Servizio idrico di Modica una bolletta da ventimila euro, ed è entrata nel panico. La verità è che la verità fa male, e chi ha la coscienza pulita non dovrebbe temere le inchieste, semmai stringere la mano a chi le fa, spiegarsi, offrirsi per un’intervista e chiarire nel merito. Questo non è accaduto a Ragusa, dove però DOPO le nostre inchieste di cose ne sono successe tante. Abbiamo assistito sbigottiti alla conferenza stampa del DG Nitto Rosso, che oltre a lanciarsi in accuse indegne delle quali risponderà, ha sciorinato l’elenco dei suoi numerosi successi come nemmeno un sindaco uscente farebbe in campagna elettorale, accompagnando questa esibizione d’immodestia con perle quali “Questo è il mio momento” e “Sì, è vero, ho potere. Ho molto potere”, come un feudatario che del proprio potere voglia pubblicamente vantarsi. Ci chiediamo se una tale concezione di sé venga ritenuta, dalla commissaria Patrizia Valenti e dal Presidente Renato Schifani, adatta al profilo di un pubblico dipendente. Ci chiediamo se questo modo di agire sia consono ad un servitore dello Stato. Ci chiediamo cosa dovrebbe pensare il semplice cittadino di fronte a tale esibizione. Ci chiediamo cosa ne pensa Nuccio Di Paola, il referente regionale del Movimento Cinquestelle, della presenza della collega Stefania Campo, osannata da tale campione di sobrietà? Gli storici barricaderi del M5S ragusano -Firrincieli, Piccitto, Gurrieri e compagnia- alla luce di quel che è successo dopo, come mai su Rosso non profferiscono parola? Dopo essersi lodato, il DG ha insistito moltissimo sulla legittimità del concorso che avrebbe dovuto sostenere pochi giorni dopo quello show catastrofico, sulla trasparenza di tutte le procedure, sulla limpidezza di ogni singolo sospiro proveniente dal magico palazzo di vetro della fu provincia. “Non mi ritirerò”, prometteva Rosso dopo aver parlato per un’ora davanti a diversi dipendenti della provincia che in orario di lavoro si assentavano per assistere al monologo. Dopo poche ore, però, la verità ha bussato alla porta. Il concorso in oggetto è stato dapprima sospeso, poi Rosso si è ritirato, e il concorso revocato con la singolare motivazione che l’unico ammesso alle prove obbligatorie si fosse ritirato. Scelta quest’ultima che ci lascia qualche dubbio in quanto i non ammessi avrebbero potuto presentare ricorso e -se questo fosse stato accolto- partecipare alle prove. Poi vengono sospesi TUTTI i concorsi in atto, poi ancora revocati tutti, d’improvviso. Ancora: il 6 febbraio era stata modificata la macrostruttura dell’ente e i delicatissimi settori “Gare e Appalti” e “Gestione unificata degli acquisti”affidati alla cura del DG Rosso. Ma dopo la nostra inchiesta, in data 18 febbraio, si cambia ancora e i due settori affidati all’ingegner Sinatra. Un terremoto totale, che conferma come tutto sembri avvolto in una nebbia tanto fitta quanto singolare, data la latitudine. Tutto appare improvvisato, tutto improvvisamente crollato, come se qualcuno (la stampa libera?) avesse svelato magagne e obbligato alla prudenza chi pensava che andasse bene procedere in quel modo. Poi si è arrivati ad una chiosa di comicità surreale: la commissaria Valenti -al solito dopo alert da noi sollevato- ha sostituito quale responsabile anticorruzione il segretario generale dr. Bella col dr. Falconieri in data 15 febbraio (un sabato mattina), poi con determina del DG Rosso viene confermata la scelta di Falconieri in data 18 febbraio, poi ancora in data 20 febbraio con determina della commissaria Valenti, viene conferito l’incarico di anticorruzione nuovamente al dr. Bella. Vi verrà l’istinto di rileggere la sequenza, ma è autentica: il 15 sostituisco Bella con Falconieri, il 18 confermo Falconieri, il 20 sostituisco Falconieri con Bella. Ma perché? Ma è così che si governa un ente con oltre 200 milioni di bilancio annuo? Forse Renato Schifani non ha gradito questo modus operandi, se è vero come è vero che dei 20 dirigenti generali della Regione solo cinque non sono stati confermati e fra questi cinque c’è proprio Patrizia Valenti. O forse è un caso. Di certo noi continueremo ad esercitare il nostro ruolo di cani da guardia del potere, con la libertà e la scrupolosità che tentiamo di mettere in ogni riga pubblicata su questo giornale. Non sappiamo se sia il momento di Nitto Rosso, ma sappiamo che è sempre il momento della stampa libera, e che non vediamo l’ora di rispondere alle domande della procura.
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