Depuratori di acqua, ecco tutte le bufale e le fake news pubblicizzate illegalmente
Sull’acqua c’è davvero un mondo di bufale e fake news, le ha scoperte Altroconsumo mettendo sotto accusa il marketing aggressivo che ruota intorno ai depuratori pubblicizzati in Rete e attraverso i call center, che veicolano messaggi spesso fuorvianti. Per questo, ha analizzato molti rivenditori di apparecchi per ottenere acqua alcalina ionizzata, una delle tecniche di depurazione offerte online, rivelando la presenza di numerose fake news e messaggi ingannevoli, che ha ora segnalato pure alle autorità.
Secondo le pubblicità che sponsorizzano i depuratori per alcalinizzare l’acqua, infatti, questa tecnologia “all’avanguardia” favorirebbe diversi effetti benefici sull’organismo, come la prevenzione di ipertensione, infarti, ictus e diabete. E i venditori, nelle case dei consumatori, spiegano che l’acqua alcalina ionizzata si ottiene tramite l’elettrolisi dell’acqua, quando la si sottopone a una corrente elettrica in modo che gli apparecchi dedicati dividano il liquido in una parte alcalina o basica e in uno scarto di acqua più acida.
Altroconsumo segnala poi che alcune aziende vantano anche accreditamenti non veritieri presso autorità sanitarie ed enti di ricerca. Una bufala nota da molti anni che continua ad essere diffusa, ancora in rete molti contenuti magnificano gli effetti miracolosi di diete alcaline o del consumo dell’acqua alcalina sul nostro organismo.
Ma non bisogna abboccare spendendo soldi inutilmente, avverte l’asssociazione: l’idea che si possa influenzare il pH dell’organismo mangiando o bevendo cibi alcalini è un’assurdità. Anche se si ingerisse un’acqua particolarmente alcalina, nel momento in cui questa entra in contatto con il nostro stomaco, la sua basicità verrebbe neutralizzata dall’acidità dei succhi gastrici, perdendo i suoi decantati benefici. Inoltre, la basicità o l’acidità dell’acqua non possono influenzare davvero il pH dell’intero organismo. Insomma, l’intero ragionamento cade perché non esistono basi scientifiche a sostegno delle doti salutistiche dell’acqua alcalina.
I dieci siti di rivenditori di depuratori per ottenere acqua alcalina che Altroconsumo ha analizzato sono indicativi di un fenomeno più diffuso sul quale è stato chiesto un intervento delle autorità preposte. Ad Agcm e a Iap (l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria) sono state segnalate le violazioni di diversi articoli del Codice del Consumo, le pratiche scorrette dei produttori allo scopo di condizionare le scelte di acquisto dei consumatori mediante la diffusione di informazioni ingannevoli sui vantaggi per la salute connessi all’uso del depuratore d’acqua.
Chi promuove apparecchi per trattare l’acqua destinata al consumo umano è tenuto a rispettare regole precise, tra queste il fatto che su tutto il materiale informativo pubblicizzato le prestazioni vadano riferite ad autorevoli standard internazionali, come le linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Sono vietate le autodichiarazioni vaghe e non supportate da dati oggettivi, come quelle che Altroconsumo ha trovato online, inoltre devono essere specificati i parametri su cui agisce il dispositivo, senza creare diffidenza e paura per l’acqua non trattata.
Inoltre, i dispositivi per il trattamento dell’acqua sono spesso promossi con comunicazioni ingannevoli che sfruttano tecnicismi e affermazioni che non hanno alcuna base scientifica per attribuire loro proprietà miracolose, facendo leva sulla paura della contaminazione e incentivando acquisti con promesse di benefici per la salute non dimostrabili.
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