Attualità

Dazi e gestione illecita dei rifiuti: eccellenze molisane a rischio

di Angela Arena -


Sarà celebrata il prossimo 15 aprile la Giornata nazionale del Made in Italy, ambasciatore dell’eccellenza italiana nel mondo, ruolo che, dopo l’aumento dei dazi al 20% imposto da Washington sulle merci esportate dall’Europa, sembra fortemente a rischio: negli Stati Uniti vengono realizzate oltre il 10% delle esportazioni nazionali. Diversi gli studi in base ai quali il Paese europeo ad essere più colpito dalla stretta commerciale voluta da Trump potrebbe essere proprio l’Italia, in particolare l’Istat parla di 3.300 aziende “vulnerabili” rispetto agli Stati Uniti, mentre il Centro Studi di Conflavoro calcola una perdita di 2 miliardi di euro sull’export che andrebbe, di conseguenza, a pregiudicare ben 30mila posti di lavoro.
Sempre secondo l’Istat, ad essere più colpite dalle nuove tariffe sarebbero le regioni
meridionali, tra cui spicca il Molise.
Ed invero, tra i settori più colpiti, oltre ai prodotti farmaceutici, meccanici, il mercato della moda e i beni di lusso, vi sarebbero le produzioni agroalimentari di qualità, che spaziano dal vino ai formaggi, passando per l’olio, la pasta, i prodotti caseari ed il tartufo, che rappresentano fette importanti per il fatturato a stelle e strisce di questo antico territorio esteso tra l’appennino abruzzese e quello sannita.
Oltre alla ricchezza storica di cui è intriso ogni suo angolo, il Molise, la Regione più piccola d’Italia dopo la Val D’Aosta, è una terra dove sopravvivono quelle tradizioni autentiche e genuine che qui tracciano un vero e proprio itinerario del made in Italy, partendo dal suo capoluogo Campobasso a pochi chilometri dalle rinomate cittadine sul mare, famose per i trabocchi affacciati sull’Adriatico da un lato e i paesini dell’entroterra, alcuni dei quali arrivano fino a 900 metri di altezza, spingendosi fino alle falde del Matese, il massiccio tra Molise e Campania, noto per i suoi impianti di risalita.
Ed è proprio l’eterogeneità territoriale a dar luogo all’incredibile biodiversità che caratterizza i prodotti di questo piccolo angolo di Italia, prerogativa che coniugata alla lavorazione artigianale tramandata da generazione in generazione e all’inventiva del suo popolo, dà vita alle eccellenze che tutto il mondo ci invidia.
Non tutti sanno, infatti, che in virtù del suo clima secco ed un ambiente naturale a bassa antropizzazione, il Molise favorisce nei suoi rigogliosi boschi, la crescita del tartufo bianco e nero, risultando detentore del 60% della produzione nazionale di tartufi pregiati, bianchi e neri. Una vera e propria specialità gastronomica, fiore all’occhiello del made in Italy, che le aziende del luogo trasformano, senza aggiunta di conservanti artificiali né di coloranti, realizzando profumatissime salse e creme all’olio, miele, sale, burro e formaggi a base della pregiata varietà fungina.
Tuttavia, i dazi non sono l’unico pericolo ad incombere su un territorio all’apparenza ancora incontaminato: lo scorso febbraio la DDA di Campobasso, coordinata dai procuratori Nicola D’Angelo e Vittorio Gallucci, ai carabinieri del N.O.E. e ai finanzieri del GICO, ha smascherato lo smaltimento illegale, lo stoccaggio e la gestione irregolare
di rifiuti speciali tra cui l’amianto, provenienti da aziende operanti lungo la costa molisana senza le dovute autorizzazioni e con false attestazioni.


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