Da oggi i cittadini Ue obbligati all’Eta per l’ingresso nel Regno Unito: cosa è, come ottenerlo
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Da oggi, obbligatorio per tutti i cittadini dell’Unione europea, e quindi pure per gli italiani, l’Eta (Electronic Travel Authorization), un’autorizzazione elettronica occorrente per i viaggiatori che non necessitano di un visto per entrare nel Regno Unito per soggiorni brevi, fino a sei mesi. Non è un visto, ma un permesso digitale che consente di viaggiare nel Paese per turismo, lavoro, visita a familiari e amici, o transito. E’ stato introdotto per migliorare la sicurezza delle frontiere britanniche, seguendo l’esempio di altri paesi come gli Stati Uniti con l’Esta. Un sistema che permette al governo britannico di monitorare e controllare meglio l’ingresso e l’uscita dei visitatori, identificando potenziali rischi per la sicurezza nazionale.
L’Eta è diventato obbligatorio per i cittadini europei, compresi quelli italiani, a partire da oggi, le richieste per ottenerlo potevano essere inviate a partire dal 5 marzo scorso. Per i cittadini extra Ue, invece, l’obbligo è stato introdotto a partire dall’8 gennaio di quest’anno.
L’Eta serve a regolare l’ingresso dei visitatori nel Regno Unito, consentendo viaggi multipli per soggiorni fino a sei mesi nell’arco di due anni o fino alla scadenza del passaporto. Non garantisce automaticamente l’ingresso nel Paese, poiché i visitatori saranno comunque soggetti a controlli di frontiera. La richiesta dell’Eta può essere effettuata online tramite il sito gov.uk o tramite l’applicazione Uk Eta, il suo costo è di 10 sterline a persona. La maggior parte delle richieste viene approvata in pochi minuti, ma è consigliabile prevedere un’attesa di tre giorni lavorativi.
Le esenzioni dall’obbligo di richiedere l’Eta per il Regno Unito includono i cittadini in possesso di un passaporto britannico, i cittadini dei Territori Britannici d’Oltremare, i cittadini in possesso di un passaporto irlandese, grazie all’accordo Common Travel Area tra il Regno Unito e la Repubblica d’Irlanda, i cittadini non irlandesi che risiedono legalmente nella Repubblica d’Irlanda.
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