Politica

Covid, giunto il momento di una pacificazione. Intervista ad Alice Buonguerrieri

di Giuseppe Ariola -


Il Milleproroghe prevede novità sulle sanzioni irrogate durante la pandemia. Ce ne ha parlato la deputata e capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, Alice Buonguerrieri, soddisfatta che “i Iavori procedono speditamente, nonostante l’ostruzionismo della sinistra. Evidentemente parte della politica, in particolare Pd e 5 Stelle, tutto avrebbe voluto fuorché che questa commissione iniziasse a lavorare – tanto che abbiamo impiegato due anni per approvare la legge istitutiva – e che per ostacolare i lavori si è inventata di tutto. Adesso stiamo recuperando il tempo perduto. Abbiamo audito oltre 30 persone in pochi mesi. Vogliamo verificare se sono stati commessi errori, perché nell’ipotesi di una nuova pandemia dobbiamo farci trovare pronti, diversamente da quanto accaduto nel 2020. Ovviamente, stiamo anche accertando se vi sono eventuali responsabilità, perché come dimostra il governo Meloni chi prende delle scelte poi risponde anche di quelle scelte. È una questione di responsabilità politica, se non giuridica”.

Come state procedendo?
“Ci siamo dati un criterio temporale. Analizzeremo tutte le fasi della gestione della pandemia, senza pregiudizi e senza preclusioni, con l’obiettivo di restituire la verità agli italiani su uno dei periodi più tristi e opachi della storia della Repubblica italiana. Siamo partiti dall’inizio della pandemia con audizioni dei parenti delle vittime da Covid, delle associazioni, dei sindacati degli operatori sanitari e delle forze dell’ordine, ovvero i protagonisti della battaglia contro il virus. Nel frattempo, sono state depositate due sentenze del tribunale di Roma che hanno evidenziato situazioni che la commissione ha ritenuto di approfondire e che riguardano il filone degli acquisti di dispositivi di protezione, di cui c’è stata tanta necessità, soprattutto all’inizio della pandemia perché purtroppo non eravamo pronti e preparati, diversamente da quello che diceva il governo Conte. Rispetto al ‘siamo prontissimi’ di Giuseppe Conte, purtroppo non solo non eravamo pronti, ma la risposta è stata molto disordinata. Non c’era chiarezza su nulla. Gli stessi medici hanno dichiarato che si inventavano un po’ le soluzioni nel quotidiano per cercare di dare aiuto a chi ne aveva bisogno. Sta emergendo la chiara impreparazione, disorganizzazione e improvvisazione nella gestione della pandemia da Covid del governo Conte nella prima fase”.

Cosa prevedono le sentenze?
“Una ha condannato i cittadini italiani, perché ha condannato Presidenza del Consiglio dei ministri e ministero della Salute, a pagare oltre 203 milioni di euro ad una società fornitrice di mascherine con la quale la struttura commissariale di Domenico Arcuri aveva un contrattato di fornitura. La struttura commissariale, per quanto accertato dal tribunale di Roma, ha illegittimamente risolto quel contratto, da qui la condanna. Poi c’è un’altra sentenza che condanna l’Inail a risarcire per mobbing un ex dipendente dell’antifrode delle Dogane, Miguel Martina, che sarebbe stato vessato ed ostacolato nella sua attività investigativa per quanto riguarda tutte le importazioni. In questo accertamento è venuto in evidenza un altro fatto inquietante: queste mascherine importate dalla Cina erano anche inidonee e in parte addirittura pericolose per la salute. Parliamo di mascherine che dovevano proteggerci dal virus e che invece ci esponevano a rischi di contagio. Quindi, la struttura commissariale avrebbe – il condizionale è doveroso – importato mascherine pagandole 1 miliardo 251 milioni e buona parte di queste sarebbero anche risultate con certificazioni fasulle. Oltre all’eventuale danno erariale, ci sarebbero anche gli estremi per un danno alla salute”.

Si ravvedono delle criticità da un punto di vista politico?
“Assolutamente sì. La commissione Covid non è un tribunale, ha poteri equivalenti all’autorità giudiziaria, ma non emette sentenze o condanne, però un discorso è la responsabilità giuridica un altro è quella politica che corre parallelamente. Può non esserci responsabilità giuridica, ma una politica c’è. Vedremo se ce ne saranno anche di carattere giuridico. Fratelli d’Italia vuole verificare se, mentre morivano italiani innocenti, vi fosse chi lucrava sulla pandemia ai danni dello Stato. È doveroso farlo e questo è un obiettivo che dovrebbe accomunare tutti i gruppi parlamentari. Invece, purtroppo, da parte della sinistra c’è una costante attività ostruzionistica, sono allergici a sentirsi dire cose che danno fastidio”.

Nel Milleproroghe sono state soppresse le multe ai non vaccinati…
“Fratelli d’Italia è sempre stata contraria all’obbligo vaccinale. Dal nostro punto di vista i cittadini non andavano obbligati surrettiziamente, perché in realtà non erano liberi. Come può essere libero chi o si vaccina o non può andare a lavorare? I cittadini non andavano obbligati, ma informati e convinti. Dopodiché, chi dice che annullare le sanzioni ai non vaccinati è antiscientifico o non sa quel che dice, pur in buonafede, o è in malafede, perché ormai è noto a tutti che il vaccino non impediva il contagio. Non lo dice FdI, lo dicevano le case produttrici dei vaccini ai tempi, diversi scienziati e medici, ma strada facendo lo hanno confermato anche Aifa ed Ema, che non sono dei pericolosi sovranisti di destra. Quindi l’obbligo vaccinale fonda su presupposti inesistenti. Ecco perché l’annullamento delle multe ai non vaccinati è un provvedimento fondato su evidenze scientifiche, ripristina un abuso ed è coerente con quel che FdI ha sempre sostenuto”.

Perché lo stop alle sanzioni per le attività che non si erano adeguate alla normativa anti Covid?
“Gli anni della pandemia sono stati purtroppo caratterizzati da una grandissima divisione sociale. Questa fase deve essere archiviata, deve esserci il momento della pacificazione. A distanza di ormai 5 anni dall’inizio della pandemia che senso hanno sanzioni pecuniarie che potrebbero prevedere anche sanzioni accessorie di chiusura delle attività da 5 a 30 giorni? Queste sanzioni oggi non ha proprio più senso esistano. Releghiamole al passato, confiniamo questa spiacevole, triste, opaca parentesi al tempo della pandemia, è arrivato il momento di guardare oltre. Provvedimenti di questo genere, a distanza di così tanti anni, graverebbero soltanto sull’economia, sugli imprenditori e sulla collettività. E noi non intendiamo in alcuna maniera gravare sulle tasche dei cittadini per un periodo che vogliamo archiviare”.


Torna alle notizie in home