In otto anni, la Consob ha contribuito a restituire qualcosa come 165 milioni di euro ai risparmiatori. Grazie all’arbitro per le controversie finanziarie a cui, dal 2017 a oggi, si sono già rivolti in circa 12mila. Dalla relazione 2024 dell’Acf emerge che, mediamente, i rimborsi ottenuti ogni anno dai risparmiatori sono stati superiori a 20,6 milioni di euro mentre l’istanza media accolta è stata pari a circa 70mila euro, un livello definito record dagli analisti dell’autorità di vigilanza. La vera notizia del 2024 è, però, che “dopo la fase delle emergenze”, per intendersi quelle del “risparmio tradito” dei bond subordinati e di altri scandali finanziari che hanno travolto il Paese, ci si avvia ora “verso una fisiologica normalità”. Raccontata dai numeri. Nel 2024, per la prima volta, il tasso di accoglimento delle istanze è sceso al 49,7% (fino ad allora era in media al 63%) mentre l’importo dei rimborsi riconosciuti è sceso a 9,4 milioni dai 13,3 del 2023. La normalità è testimoniata dal fatto che i ricorsi presentati sono stati meno di mille (961), più che dimezzati rispetto agli anni “caldi” 2017-18 quando erano più di duemila l’anno. Resta, inoltre, molto elevato (al 92,5%) il tasso di esecuzione volontaria delle decisioni dell’Acf da parte degli intermediari. Positivo (+44,4%), infine, anche l’incremento dei casi di estinzione anticipata dei procedimenti a seguito di accordi tra le parti (179 nel 2024 contro i 124 del 2023). Inoltre, per rafforzare la tutela dei risparmiatori, Consob ha reso noto di aver siglato un protocollo d’intesa con la Banca d’Italia per rafforzare gli strumenti per la composizione alternativa delle eventuali liti che potrebbero insorgere tra mediatori, operatori finanziari e cittadini.