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Cittadinanza italiana all’estero, si cambia: stop alle frodi nei Consolati

di Angelo Vitale -


Cittadinanza italiana richiesta all’estero, si cambia marcia. Una decisione del governo che “punta su un decreto legge e due disegni di legge. Il decreto legge cambia concretamente la situazione, perché prevede che gli italo-discendenti nati all’estero saranno cittadini italiani automaticamente, certamente dopo aver dimostrato di esserlo, solo per due generazioni. Chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia sarà cittadino dalla nascita”. Lo ha detto in conferenza stampa il ministro degli Esteri Antonio Tajani, illustrando i contenuti della riforma sulla cittadinanza.

Tagliando corto con la possibilità di acquisire la cittadinanza italiana nel caso di bisnonni di origine italiana, punta a mettere un freno a quello che – lo denunciò lo stesso vicepremier nello scorso ottobre a proposito di 5 Hezbollah trovati in possesso di un passaporto italiano, lo ha denunciato a più riprese il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Di Giuseppe, perfino minacciato di morte, riguardo a quanto avveniva nel Consolato italiano di Caracas – è emerso come un vero e proprio traffico di passaporti, un giro d’affari illegali stimato in un miliardo di euro all’anno.

Caracas in Venezuela – Di Giuseppe ha presentato una denuncia anche presso la Procura della Repubblica di Roma, la Farnesina ha aperto gli occhi su circa 8mila procedure avviate in quell’ufficio venezuelano – è diventata l’emblema, nel migliore dei casi, di trascuratezza, se non di corruzione, nell’espletamento delle procedure preliminari al rilascio della cittadinanza italiana: innanzitutto certificati di stato civile controversi, il più delle volte provenienti dagli stessi piccoli Comuni del nostro Paese. Un’inchiesta che, partita clamorosamente, rimane da mesi coperta dal più fitto riserbo circa i suoi sviluppi, in Italia e all’estero. L’auspicio è che non finisca nel dimenticatoio.

“Diamo un colpo molto duro a chi voleva utilizzare la possibilità di diventare cittadino italiano per fare affari”, ha spiegato oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando esplicitamente di “frodi e pratiche scorrette” alimentate dall’attuale sistema e promettendo la riorganizzazione dei servizi consolari all’estero.


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