Acqua potabile, quanto mi costi: ecco cosa fare
In un quadro generalizzato di rincari, aumentano anche le bollette dell’acqua in quasi tutte le città, con punte che sfiorano il 10% rispetto al 2023. Una famiglia di tre persone, secondo una rilevazione di Altroconsumo su 87 città capoluoghi di provincia, spende in media 470 euro l’anno. A Milano, la bolletta meno cara (163 euro), a Frosinone la più esosa (852 euro). Di 470 euro la bolletta di una famiglia di tre persone nel 2024, con un aumento medio del 4,1% rispetto al 2023.
Di fronte a questi costi – mentre il bonus acqua, in forma di sconto in bolletta, è destinato ad una platea molto limitata di famiglie perché vigente solo per quelle con un Isee inferiore a 9.530 euro e con almeno 4 figli a carico fino a 20mila euro -, non sono sufficientemente tutelate le famiglie numerose. Altroconsumo ha accertato che in 23 città su 87 non è stato ancora applicato, a distanza di 8 anni, il sistema tariffario pro capite che prevede che gli scaglioni di consumo per la quota acquedotto siano rapportati al numero di persone che vivono nell’abitazione e che era stato determinato dall’Arera che regola energia, reti e ambienti e quindi non solo quella elettrica e il gas ma pure il sistema idrico.
“Potete verificare sulla bolletta il numero dei componenti del nucleo famigliare che il gestore ha calcolato – avverte i consumatori l’associazione-. Se in casa siete più di tre, è importante comunicare al gestore il numero effettivo di persone, per poter accedere ai vantaggi previsti. Il gestore deve mettervi a disposizione un modulo sul suo sito per fare questa comunicazione”. In questo modo una famiglia campione di 5 persone residente a L’Aquila che consuma 250 metri cubi annui e con la tariffazione standard e che spende 874 euro all’anno perché viene applicato lo scaglione basato su una famiglia di 3 persone, potrà vedere la sua spesa annua scendere a 786,20 euro, con un risparmio di 87,90 euro,equivalente al 10% del totale. Altroconsumo suggerisce pure di prestare un occhio costante alle bollette in arrivo: gli operatori possono ora chiedere conguagli solo per gli ultimi due anni. Ogni consumo antecedente è prescritto, almeno questi termini si sono ridotti.
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