Esteri

Ucraina, la strada per la pace non è breve

di Ernesto Ferrante -


I buoni rapporti tra Putin e Trump non sono sufficienti per arrivare alla pace in Ucraina. E sebbene la Russia “prenda molto sul serio” le proposte Usa per il cessate il fuoco, “non può accettarle tutte così come sono”, perché “non risolvono i problemi” alla radice del conflitto. Il viceministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, ha confermato l’esistenza di nodi che bloccano il raggiungimento di un accordo.

“Non abbiamo sentito da Trump segnali a Kiev per porre fine alla guerra”, ha sottolineato infatti Ryabkov. “Ciò che abbiamo, ha spiegato il viceministro russo, è un tentativo di trovare una sorta di schema che consentirebbe di ottenere una tregua come la immaginano gli americani. Per poi passare ad altri schemi in cui, per quanto ne sappiamo, non c’è posto oggi per la nostra richiesta principale, cioè risolvere i problemi legati alle cause del conflitto. Non esiste nulla del genere, e questo va affrontato”.

La Casa Bianca ha fatto sapere che il tycoon è “frustrato” per gli atteggiamenti del presidente russo e del suo omologo ucraino.

Putin ha fatto sapere di essere pronto pronto a nuovi contatti con il presidente statunitense che il mese prossimo sarà Arabia Saudita, dove si sono tenuti i negoziati indiretti tra Kiev e Mosca.

Sul campo di battaglia le truppe di Zelensky continuano a perdere terreno. Se in Ucraina le forze russe avanzano più lentamente, nel Kursk procedono a ritmo serrato. Attualmente, gli ucraini mantengono le posizioni in una sacca di 80 km quadrati nella regione frontaliera russa, dove ad agosto 2024 erano riusciti ad occupare circa 1.300 km quadrati.


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