Esteri

Mar Nero e infrastrutture energetiche: c’è l’accordo

di Ernesto Ferrante -


La mediazione statunitense è andata a buon fine. Accordo raggiunto con Russia e Ucraina su Mar Nero e infrastrutture energetiche. Stando al contenuto di due note della Casa Bianca, ciascuno dei due Paesi avrebbe concordato di “garantire la sicurezza della navigazione, eliminare l’uso della forza e impedire l’uso di navi commerciali per scopi militari nel Mar Nero” e anche di “sviluppare misure per l’attuazione” degli accordi sulla cessazione degli “attacchi contro le strutture energetiche di Russia e Ucraina”.

Per quanto riguarda Kiev, gli Stati Uniti si sono anche impegnati a “sostenere gli sforzi per lo scambio di prigionieri, il rilascio di civili e il ritorno dei bambini ucraini sfollati con la forza”.

Mosca può contare, invece, sul sostegno della presidenza statunitense per “ripristinare l’accesso della Russia al mercato mondiale per le esportazioni di prodotti agricoli e fertilizzanti, ridurre i costi delle assicurazioni marittime e migliorare l’accesso ai porti e ai sistemi di pagamento per queste transazioni”.

Il Cremlino ha precisato tuttavia che l’intesa con gli Usa entrerà in vigore dopo il ritiro delle sanzioni sulle esportazioni agricole russe e su alcuni settori collegati. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è opposto alle concessioni alla Russia, definendole “un indebolimento della nostra posizione e un indebolimento delle sanzioni”.

Nella giornata di ieri, si è svolto il secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Ucraina. Nulla è trapelato su quelli di “natura tecnica” tra statunitensi e russi.

Più armi, meno Usa. “L’Europa deve dotarsi di tutti i mezzi necessari a difendersi dalle aggressioni militari”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa aggiungendo che la pace senza difesa è un’illusione. “Se la Russia ritiene che i confini dell’Ucraina siano solo una linea su una carta geografica, perché dovrebbe rispettare i confini di qualsiasi altro paese?”, ha aggiunto Costa. Secondo il presidente del Consiglio europeo, “è chiaro che il modo migliore per proteggere la nostra alleanza transatlantica, è rafforzare il pilastro europeo della Nato, è diventare più autonomi, più sovrani, essere meno dipendenti da altri, in particolare dagli Stati Uniti”.

Il presidente francese Emmanuel Macron riceverà oggi all’Eliseo Volodymyr Zelensky. L’incontro servirà per “preparare” il vertice di domani a Parigi dei membri della “coalizione dei volenterosi”. “Il Capo dello Stato ribadirà al presidente Zelensky che la Francia considererà la continuazione e il rafforzamento del sostegno militare e finanziario all’Ucraina la sua massima priorità”, si legge in una nota della presidenza francese. “Il nostro compito è quello di scoprire chi è disposto a fornire le garanzie di sicurezza” per inviare un contingente militare, ha affermato il leader ucraino in una conferenza stampa.

Il missile da crociera di fabbricazione ucraina “Long-Neptune”, con una gittata di 1.000 chilometri, è stato impiegato contro la Federazione russa già in due occasioni. Il ministro ucraino delle industrie strategiche Herman Smetanin, in un’intervista al giornale norvegese Nettavisen, ha rivelato che “la prima volta che l’abbiamo utilizzato abbiamo attaccato un obiettivo militare nella penisola della Crimea occupata”. Successivamente è stato usato per colpire una raffineria di petrolio a Tuapse.

Il ministero della Difesa russo ha reso noto che le truppe ucraine hanno lanciato tre attacchi alle infrastrutture energetiche civili mentre si tenevano i colloqui a Riad su un possibile accordo di cessate il fuoco. “Continuando i suoi attacchi quotidiani alle infrastrutture energetiche russe, si legge nel comunicato, Zelensky sta confermando la sua indisponibilità a raggiungere un accordo e l’impossibilità di fidarsi delle garanzie che potrebbe dare per il rispetto di eventuali accordi”.

I soldati russi hanno preso il controllo di Myrne, una città nella parte settentrionale di Donetsk, e di Mali Scherbaky, località nella regione di Zaporizhzhia.


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