Politica

Santanchè evita il rinvio a giudizio: slitta processo sulla cassa integrazione

di Rita Cavallaro -


Slitta il processo e il ministro Daniela Santanchè resta al suo posto. Almeno per il momento si allontana l’ipotesi di un rimpasto di governo, che avrebbe potuto diventare una realtà se la titolare del Turismo fosse stata rinviata a giudizio per l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato sui contributi della cassa integrazione Covid ai dipendenti della sua società Visibilia. In vista dell’udienza davanti al gup di Milano Tiziana Gueli, si rincorrevano infatti le voci della valutazione, da parte del ministro di Fratelli d’Italia, delle sue dimissioni dall’Esecutivo di Giorgia Meloni. Era stata la stessa Santanchè a confermare la circostanza lo scorso gennaio, quando, nonostante le polemiche e gli attacchi della sinistra, non si dimise a seguito del rinvio a giudizio per la vicenda del falso in bilancio di Visibilia, che, a differenza della truffa allo Stato, non avrebbe ripercussioni sul governo. “Ho sempre detto che sulla questione della cassa integrazione ne capisco le implicazioni politiche e avrei sicuramente fatto, se fossi stata rinviata a giudizio, cosa che per adesso non c’è, un passo indietro”, aveva chiarito la Santanchè ai giornalisti che le chiedevano lumi sull’ipotesi di un passo indietro. “Nessuno me lo ha chiesto”, aveva precisato, garantendo che anche i rapporti con il premier Meloni “vanno come sempre”. E a distanza di due mesi da quell’appuntamento, legato a filo doppio con il destino politico di Santanchè perché avrebbe potuto aprire la strada alla prospettiva di dover lasciare la poltrona qualora si fosse concretizzata la sbarra, il ministro non è stata costretta a fare quella scelta. L’udienza nella quale il gup si sarebbe dovuta pronunciare per il proscioglimento o per il rinvio a giudizio dell’indagata, infatti, è saltata prima ancora di qualsiasi possibile decisione. Il motivo è legato al rispetto delle garanzie della persona sotto accusa e al diritto della difesa, garantiti ai cittadini che entrano in un’aula di giustizia in cui la legge è uguale per tutti. Santanchè, difatti, ha cambiato all’ultimo minuto uno dei suoi due avvocati, sostituendo Salvatore Sanzo con Salvatore Pino, che ora affianca il collega Nicoló Pelanda nel procedimento. Pino ha chiesto così i termini di legge per avere il tempo di studiare le carte, come avviene regolarmente in questi casi. Il neo difensore ha anticipato ieri la sua richiesta al gup di “termini a difesa”, che verrà valutata dalla giudice Gueli nell’udienza che è in programma oggi. All’orizzonte non si prospettano colpi di scena nella vicenda processuale: il giudice concederà sicuramente il rinvio, visto che i termini a difesa non possono mai essere inferiori a sette giorni. Di conseguenza, non ci sarebbe per i pm di Milano alcuno spazio di manovra per presentare opposizione all’istanza della difesa, a meno che il documento non sia gravato da errori formali sui quali l’accusa potrebbe fare leva per convincere il giudice a non accogliere la richiesta dei difensori di Santanchè. Tuttavia il rinvio, a quanto pare, comporterebbe qualche complicazione sull’avvio del processo, perché il 31 marzo il gup Gueli lascerà il suo incarico per insediarsi come giudice del dibattimento della decima sezione penale. Il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, cui spetta la decisione se applicare la togata al procedimento Santanchè oppure scegliere un nuovo gup, sarebbe comunque propenso a lasciare tutto così com’è, anche perché se sostituisse il gup in questa fase tutta l’udienza preliminare dovrebbe ricominciare da zero. Una possibilità fortemente avversata dall’accusa, soprattutto alla luce del fatto che sul procedimento pende l’ombra della prescrizione. Il reato di truffa aggravata, contestato al ministro del Turismo, si prescrive in sei anni, arrivando a un massimo di sette e mezzo in presenza di atti interruttivi. Dunque la tendenza sarebbe quella di confermare lo stesso gup, seppur passata ad altro incarico, fino alla conclusione dell’udienza preliminare, quando verrà pronunciata la decisione. D’altronde c’è già un precedente proprio nella stessa vicenda Santanchè: anche il gup Anna Magelli restò applicata nell’udienza preliminare del procedimento sul falso in bilancio, a carico del ministro del Turismo e di altri imputati, fino alla decisione sui rinvii a giudizio. Per il ministro quel processo inizierà il prossimo 15 aprile davanti alla seconda sezione penale di Milano. L’altro sulla cassa integrazione Covid, per ora può aspettare.


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