Politica

Nuovo monito di Mattarella sul sovraffollamento carcerario

di Giuseppe Ariola -


Il 208° anniversario della costituzione del Corpo della Polizia penitenziaria ha offerto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’occasione di tornare sul problema del sovraffollamento carcerario. Un fenomeno sulle cui criticità il Capo dello Stato si era soffermato già pochi mesi fa, in occasione del tradizionale messaggio di fine anno. Pur con i toni e i modi pacati che l’istituzione che rappresenta impone, ma che a prescindere gli sono propri, Mattarella aveva denunciato dinanzi al Paese la situazione di illegalità in cui versano i penitenziari, facendo espresso riferimento alla grave situazione di sovraffollamento che si registra ormai da anni e che si pone in palese contrasto con le norme costituzionali sulla detenzione carceraria. Ieri il Presidente della Repubblica ha ribadito la criticità del problema ricordando che “la Polizia penitenziaria è chiamata quotidianamente a fronteggiare difficili situazioni di tensione e sofferenza, sempre più frequenti a causa del grave fenomeno di sovraffollamento in atto”. Una considerazione espressa all’indomani della rivolta – la seconda in meno di due settimane – presso il carcere minorile Beccaria di Milano, le cui ragioni, secondo quanto riferito dal cappellano dell’istituto, sono in larga parte attribuibili alle varie concause legate al sovraffollamento carcerario. Dal canto suo, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha fatto riferimento alle misure messe in campo la scorsa estate, tra le quali la figura del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, che “ci permetteranno di recuperare circa 7mila nuovi posti detentivi sui 10mila attualmente mancanti”. Una strategia osteggiata non solo dall’opposizione, che la scorsa settimana è riuscita a ottenere una seduta straordinaria alla Camera per la discussione di apposite mozioni relative alla situazione nelle carceri, ma da parte della stessa maggioranza, con Forza Italia in prima linea nel chiedere di rivedere l’istituto della carcerazione preventiva e l’ampliamento delle misure alternative anche per rispondere al sovraffollamento carcerario. Ma non solo. Sullo sfondo resta infatti la cornice costituzionale nella quale è ricompreso il principio della funzione rieducativa della pena per il reinserimento sociale dei condannati, anch’esso richiamato ieri dal Presidente Mattarella che proprio a tal proposito ha rimarcato “le assai critiche condizioni del sistema carcerario” nonostante lo sforzo degli agenti penitenziari per garantire questo diritto ai detenuti.


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