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Gli orchi usano l’Ai: operazione Cumberland, 25 arresti

di Angelo Vitale -


L’Ai per favorire la pedopornografia online: “Queste immagini generate artificialmente sono così facilmente create che possono essere prodotte da individui con intenti criminali anche senza una conoscenza tecnica sostanziale. Ciò contribuisce alla crescente prevalenza di materiale di abusi sessuali su minori e, con l’aumento del volume, diventa progressivamente più difficile per gli investigatori identificare i colpevoli o le vittime. Le forze dell’ordine dovranno sviluppare nuovi metodi e strumenti investigativi per affrontare queste sfide emergenti”, così Catherine De Bolle, direttore esecutivo dell’Europol sull’Operazione Cumberland che ha portato all’arresto di 25 persone. Europol ha supportato le autorità di 19 Paesi in un’azione su larga scala contro lo sfruttamento sessuale dei minori. I sospettati facevano parte di un gruppo criminale i cui membri erano impegnati nella distribuzione di immagini di minori interamente generate dall’intelligenza artificiale.

La maggior parte degli arresti è stata eseguita simultaneamente il 26 febbraio scorso durante un’operazione globale guidata dalle forze dell’ordine danesi. Sono previsti altri arresti nelle prossime settimane. Finora sono stati identificati 273 sospettati, arrestati 25 di loro, eseguiti 35 accertamenti a mezzo di perquisizioni domiciliari, effettuati 173 sequestri di materiale.

Il principale sospettato, un cittadino danese arrestato nel novembre scorso, gestiva una piattaforma online in cui distribuiva il materiale generato dall’intelligenza artificiale da lui prodotto. In seguito a un simbolico pagamento online, utenti da tutto il mondo ottenevano una password per accedere alla piattaforma e guardare i bambini che venivano abusati.

Nel corso dell’indagine, Europol e la Joint Cybercrime Action Taskforce ospitata da Europol, hanno fornito il coordinamento operativo alle agenzie di polizia coinvolte nel caso, mentre esperti dell’European Cybercrime Centre di Europol hanno inoltre facilitato gli scambi di informazioni e fornito intelligence e analisi operative agli investigatori dei singoli Paesi.

L’operazione Cumberland è stato uno dei primi casi che ha coinvolto materiale di abuso sessuale su minori generato dall’intelligenza artificiale, fattore che ha reso reso eccezionalmente impegnativo il lavoro degli investigatori, soprattutto a causa della mancanza di una legislazione nazionale che affronti questi crimini. A questo proposito, gli Stati membri dell’Ue stanno attualmente discutendo una regolamentazione comune proposta dalla Commissione europea per affrontare questa nuova situazione e proteggere i bambini dall’essere abusati e sfruttati sessualmente.

Il materiale sessuale infantile autogenerato costituisce una quota significativa del materiale rilevato, ormai globalmente definito Csam, acronimo di Child Sexual Abuse Material. I modelli di intelligenza artificiale in grado di generare o alterare le immagini vengono abusati dai trasgressori per produrre il materiale e per attuare pure l’estorsione sessuale. Modelli che sono ampiamente disponibili e si sono sviluppati rapidamente, con un output che ora assomiglia sempre di più a materiale autentico, rendendo più difficile l’identificazione dello stesso come generato artificialmente.

Ciò pone, nel contrasto a questo uso dell’Ai, sfide significative alle autorità nell’identificazione delle vere vittime. E anche nei casi in cui il contenuto è completamente artificiale e non viene raffigurata alcuna vittima reale, come nell’Operazione Cumberland, il Csam generato dall’Ai contribuisce comunque all’oggettivazione e alla sessualizzazione dei bambini.


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