La sinistra, il Pd e la sicurezza
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La sinistra e il PD, sino al primo decennio del XXI secolo, anche se in formato minimalista, si sforzavano di interpretare i disagi della popolazione, dei lavoratori, della formazione scolastica, della sanità e sicurezza pubblica, temi sostanzialmente precipitati nell’oblio. Le loro posizioni hanno assunto una deriva inquietante e involutiva della propria storia, avendo rinunciato per cinico calcolo alla lettura della realtà quotidiana e al valore della pluralità della rappresentanza. Nel caso delle forze di polizia, la cifra dell’asset valoriale è concentrata in una campagna di delegittimazione crescente verso i poliziotti e, ben oltre, le anacronistiche posizioni giustizialiste. Come i vecchi padroni, la sinistra mostra insensibilità ai disagi e drammi che scaturiscono dai problemi connessi alla sicurezza dei cittadini e degli operatori di polizia, nonostante il crescente bisogno di sicurezza ha cambiato la visione della società, come emerge dalle indagini conoscitive sullo Stato della Sicurezza del Paese, elaborate dal Parlamento. L’autoreferenza dei suoi numi oracolari di ingialliti salotti, ritengono la sinistra detentrice di verità dogmatiche evidenziandone la cultura antifascista, ma i suoi chierici laici contaminati dalla sub cultura fascista interpretano i valori della Carta in maniera faziosa e strabica. Il confronto sui temi della sicurezza e della legalità sono consumati in ovattati luoghi di autoproclamati rappresentanti che si parlano tra loro, una patologia dei gruppi chiusi della partitocratica. Infatti hanno perso di vista la funzione di alcune istituzioni e i valori sanciti dai padri costituenti, che sono tutti figli della resistenza al regime nazifascista e non solo una parte di essi. La sinistra ha messo da parte e da tempo qualsiasi confronto con i rappresentanti dei poliziotti, così l’involutivo cambio di paradigma degli ultimi anni ha reso illeggibile la copia sbiadita di quello che rappresentò nel ’900, quando il confronto con la rete di attori sociali elaborava tesi programmatiche ancorate alla realtà quotidiana di ogni ambito sociale e professionale. Diversamente la sinistra si erige a censore dei temi della sicurezza e dell’immigrazione al di là dei fatti e dei contesti, nutrendosi della religione neo fascista, i suoi rappresentanti da cultori del ventennio utilizzano vacui slogan e argomentazioni prive di elaborazione critica. Quindi, ai poliziotti attribuiscono lo stesso valore di un’arma impropria da usare al momento e gettare, come se i poliziotti non fossero lavoratori o persone. La rabbia per aver perso le elezioni e la connessione con il Paese, hanno consegnato alla realtà di aver perso Governo e primato dell’opposizione, che non si costruisce inseguendo il qualunquismo levantino. Il PD nel tentare di recuperare le dimenticanze degli ultimi anni sui temi della sicurezza e dei suoi operatori, ha organizzato un seminario che non posso non definire ghettizzante per la rappresentanza sindacale dei poliziotti, nonostante un nutrito spartito dai colori sbiaditi dell’autoreferenza. Evidenzio che la sicurezza è un diritto di libertà e non si contrappone ad altri diritti per l’ancoraggio legale e culturale in cui è incorniciata. La legge n. 121 del 1981 disegnò la sicurezza pubblica in una dimensione generale e non la perimetrò agli ambiti repressivi, se pur legittimi in determinati contesti. Il processo innovativo della polizia si è ottenuto anche grazie alla cultura di sindacati dei poliziotti aperti e democratici come il Siap ma non solo, che hanno colmato la frattura che separava la Polizia dalla società e dai lavoratori. La riforma di polizia introdusse una nuova filosofia culturale e istituzionale della Pubblica Sicurezza che da repressiva diventava di garanzia, mutando il rapporto tra i cittadini e polizia, una rivoluzione culturale per una diversa grammatica del potere. Mentre il PCI rappresentò un’idea, che ha inciso sulla storia politica, sociale e culturale, oggi i suoi pronipotini smarritisi nelle nebbie del Nazareno non si sono accorti che la pubblica sicurezza è servente alle esigenze della società e delle istituzioni.
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