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“La verità è più forte di chi la vuole occultare” – Pietro Orlandi risponde a Pignatone

di Francesca Petrosillo -


Esclusiva de L’identità – Pietro Orlandi commenta le dichiarazioni di oggi dell’ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone che, in commissione parlamentare d’inchiesta sui casi Gregori – Orlandi, ha parlato delle intercettazioni telefoniche tra Don Vergari e la vedova De Pedis definendole “Illazioni e sospetti ingiustificati”.

Pietro Orlandi, Come commenta le dichiarazioni di Pignatone oggi in commissione d’inchiesta sul caso Orlandi?

“In particolare, ho sentito una dichiarazione dove lui dice che sono ‘illazioni’, quell’intercettazione tra la moglie di De Pedis e Vergari, che parlano riferendosi a lui come il ‘procuratore nostro’. Non me lo sono inventato, sta agli atti in procura. Quindi mi sembra strano che lui, all’epoca, aveva in mano il caso di Emanuela e non si è letto le intercettazioni che erano state fatte dal capo della mobile, Rizzi, che adesso è diventato capo dei Servizi.

“Lui (Rizzi, ndr) ha fatto queste intercettazioni – continua Orlandi – io le ho lette quando ho potuto avere accesso ai documenti, quando è stata chiusa l’inchiesta. Sono intercettazioni che parlano della moglie di De Pedis che dice a Don Vergari – che in quel momento era indagato per concorso in sequestro -‘menomale che è arrivato adesso il procuratore nostro’ – riferendosi a Pignatone – ‘Ci penserà lui a far tacere Orlandi. Ha già cacciato Capaldo, e Rizzi, il capo della mobile, ci ha messo i suoi e poi ha assicurato ai miei avvocati che lui archivierà tutto’. Non me le invento queste cose. Se lui dice che sono illazioni vuol dire che non ha letto neanche le indagini sulla questione Emanuela, non ha letto le intercettazioni. Quindi perché ha archiviato? Perché lui ha archiviato nel 2015. Quindi senza leggersi tutta la documentazione?

Ad oggi c’è ancora speranza da parte sua?

Certo. Non è neanche una speranza, è il fatto che arriveremo a sapere che cosa è successo. La verità e la giustizia sono un diritto che nessuno potrà mai togliere. Passeranno degli anni. La verità è sempre più forte di chi la vuole occultare, sempre.

Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Orlandi

Giuseppe Pignatone, ex procuratore di Roma, ha definito “illazioni e sospetti ingiustificati” alcune interpretazioni su un’intercettazione telefonica tra don Vergari e Carla Di Giovanni, vedova del boss Enrico De Pedis. L’ex magistrato lo ha dichiarato durante l’audizione in Commissione d’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.  

Ripercorrendo la vicenda, Pignatone ha ricordato che nel maggio 2012, in occasione dell’apertura della tomba di De Pedis, vennero effettuate numerose intercettazioni. La squadra mobile riferì l’esito con diverse note, tra cui alcune relative a conversazioni tra don Vergari e la vedova De Pedis. In queste, il suo nome venne citato in modo generico come “Pignatone” e, in sette occasioni, come il “procuratore nuovo”, essendo da poco arrivato a Roma. Tuttavia, una telefonata del 19 maggio 2012 ha alimentato speculazioni: secondo la trascrizione, Carla Di Giovanni avrebbe affermato “tanto il procuratore nostro sta archiviando tutto”.  

Questo passaggio ha dato adito a diverse interpretazioni. Per fare chiarezza, Pignatone ha richiesto alla Procura di Roma una copia del file audio originale. Ascoltandolo, ha constatato che la frase corretta è “il procuratore nuovo”, e non “nostro”, come riportato nella trascrizione. Per ulteriore scrupolo, ha incaricato un consulente tecnico che ha confermato la stessa versione.  

L’ex procuratore ha ribadito di non voler muovere rimproveri a nessuno, riconoscendo che in indagini così lunghe e complesse possano verificarsi equivoci ed errori. Tuttavia, ha voluto smentire le ricostruzioni infondate, precisando che il riferimento era semplicemente al fatto che lui fosse appena arrivato alla guida della Procura.


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