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Peskov dal Cremlino: “No a guerra dazi, perderebbero tutti”

di Giorgio Brescia -


“Non vorremmo vedere guerre commerciali nel mondo perché, in un modo o nell’altro, questo avrà un impatto negativo su tutti i Paesi”: rimbalzano da Mosca queste parole dette dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a commento della decisione del presidente Usa Donald Trump di imporre dazi del 25% alla Ue. Dichiarazioni che appaiono improntate alla cautela, quasi nel timore di un rivoluzionamento totale dello scenario economico globale.

Parole che però, lo precisa la Tass, sono state pure accompagnate da una considerazione quasi banale sugli effetti che una misura del genere potrebbe avere, quale ripercussione, in Russia. “La Russia ha limitati scambi commerciali con gli Stati Uniti al momento – ha detto Peskov -, motivo per cui la politica di Washington di aumentare tariffe e dazi non avrà ripercussioni su Mosca”. “Abbiamo un volume d’affari commerciale limitato con gli Stati Uniti, direi il più basso possibile – ha precisato -, motivo per cui tariffe o dazi non possono influenzarci negativamente”.

In merito alla minaccia di dazi al 100% nei confronti dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), Donald Trump, intanto, è fermo alle sue dichiarazioni del mese scorso quando l’ha legata alla preoccupazione di una loro scelta circa una valuta alternativa al dollaro statunitense: “L’idea che i Paesi Brics stiano cercando di allontanarsi dal dollaro, mentre noi restiamo a guardare, è finita- aveva scritto sulla sua piattaforma Truth Social -. Chiederemo a questi Paesi apparentemente ostili l’impegno di non creare una nuova valuta Brics, né di sostenere qualsiasi altra valuta per sostituire il potente dollaro americano, altrimenti dovranno affrontare dazi al 100 per cento”. Argomenti cui la Russia, con lo stesso Peskov, ha sempre risposto con ripetute rassicurazioni.


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