Attualità

Georgescu avrebbe vinto, la democrazia lo ha fermato

di Angelo Vitale -


Calin Georgescu è stato fermato dalla polizia a Bucarest ieri mattina, mentre si apprestava a depositare gli atti della sua seconda candidatura alle presidenziali. Dovrà essere interrogato, il fermo nell’ambito di un’inchiesta che punta a dimostrare l’esistenza di un’organizzazione razzista e xenofoba che intendeva influenzare le elezioni. Ove Georgescu aveva già trionfato a sorpresa, vedendosi invalidare la vittoria per presunte influenze russe sulla consultazione.

Personaggio controverso: quasi 63 anni, una carriera nella diplomazia nel Club di Roma e alle Nazioni Unite, nel decennio scorso frequentemente indicato per diventare primo ministro in Romania, negli ultimi anni aveva caratterizzato il suo impegno politico per l’affermazione di un programma nazionalista che tutelasse la produzione interna, proprio su questi temi aveva ottenuto la vittoria del 24 novembre scorso incassando oltre due milioni di voto dopo aver espresso anche originalissime opinioni sulla situazione in Ucraina, a suo dire condizionate dalla forte influenza e dagli interessi dell’industria bellica americana.

In uno dei Paesi del vecchio blocco sovietico che nel 1989 si era affrancato dalla dittatura di Ceaușescu, nel 2004 era entrato nella Nato, nel 2007 nell’Unione europea, da ieri Georgescu è l’emblema di uno dei paradossi della democrazia che ferma un avversario che si apprestava a tornare a vincere. Ma pure di ciò che sarà sempre più fronte di dibattito e polemica: l’uso intensivo e innovativo dei social, che gli avevano arriso, in modo virale, portandolo alla vittoria.

IL VIDEO DELL’ARRESTO


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