Attualità

LA FILIPPICA – I capitani d’impresa e la libertà di un ruolo anche in politica

di Alberto Filippi -


Vere o false che siano fanno discutere. Con inevitabili implicazioni visto il loro tenore. Sì, perché non è difficile per il popolo degli internauti imbattersi nelle vignette e nei reel sulle profezie dei Simpson. So già le vostre reazioni. Tutte legittime, intendiamoci. C’è chi ci crede, altri invece ridono a crepapelle, altri ancora non si soffermano e le ignorano. Io non entro nel merito della veridicità e lascio ad ognuno la propria verità, senza voler aggiungere qualcosa al mistero. Certo è che mi ha fatto soffermare sulla circostanza delle due profezie per il 2025 che potrebbero scombussolare il mondo intero.
La prima, l’avrete letta, sarebbe la morte del Santo Padre per un problema ai polmoni, e viene indicata anche la data o l’orario, cioè le 11:11, che appunto potrebbe essere l’ora oppure l’11 novembre. Cito la profezia perché sono anche scaramantico e affezionato a Papa Bergoglio, al quale peraltro vanno le nostre preghiere, perciò consapevole che la previsione funesta gli allungherà la vita, ho deciso solo ed esclusivamente per questo di scriverne.
Anche la seconda profezia fa assai discutere, perché parla di un possibile attentato al Presidente degli Stati Uniti. Anche in questo secondo caso c’è una componente scaramantica, comunque sia la conseguenza di questo attentato sarebbe l’elezione a capo della Casa Bianca di Elon Musk. Tra l’altro ci sarebbe l’ostacolo che con le norme attualmente in vigore non potrebbe essere eletto perché è nato in Sudafrica. Anche in questo caso non entro nel merito e vale quanto scritto sopra, tuttavia aggiungo una riflessione. In America appoggiare apertamente un candidato presidente non solo è legale, ma è addirittura naturale. Bene, io penso che in Italia, anche a causa di una certa ipocrisia imperante, tutta teoria e niente concretezza, per una politica avvertita spesso, a torto o a ragione, come bugiarda, si vieta quello che normalmente nei paesi dove la libertà del pensiero e dell’azione sono reali. Dove le regole non sono legiferate contro qualcuno, ma per garantire principi di libertà indiscutibili. Pertanto quanto apertamente sostenuto da Elon Musk nelle ultime elezioni in Italia al contrario non potrebbe essere fatto. Ma questa è una ipocrisia tutta italiana, architettata da coloro che pensano di essere in un certo contesto storico e quindi di essere gli unici padroni della verità, mentre di fatto rischiano di far deragliare il nostro sistema democratico, perché è si tratta di un assioma ingiusto e illiberale. Se qualcuno vuole schierarsi con Tizio anziché Caio è giusto che lo faccia liberamente, con le parole e con i fatti, come e quando vuole, anzi è meglio all’inizio di una campagna elettorale. Smettiamola con le regole, come avviene in Europa, che impongono solo limiti. Anche perché in Italia ogni partito politico, trova bene o male sostenitori benestanti in grado di aiutare ad appoggiare un determinato orientamento. Traducendo in pratica questo concetto, nessuno partirebbe in seconda fila. Tornando ai Simpson, l’imprenditore l’avete capito è Elon Musk, di cui mi sono occupato recentemente. Egli ha certamente bisogno della politica per aumentare la propria ricchezza, che è già così considerevole che neppure tre vite ipotetiche gli consentirebbero di spendere quanto fin qui ha accumulato. Ripeto, non entro nel merito se sia giusto o sbagliato che un imprenditore di questo straordinario peso economico entri nell’agone politico, ciò che mi preme ribadire è di invitare la politica italiana ad essere più liberale ed auspicare che altri importanti imprenditori tornino a guardare alla politica come spazio in cui militare, perché se hanno ottenuto successi come capitani d’impresa significa che hanno meritato sul campo di essere vincenti. Ecco allora più libertà, più liberismo e porte aperte ai governi dei migliori.


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