Ucraina, Trump percorre la strada della pace. L’Ue procede a casaccio
Trump e la sua squadra si muovono per arrivare ad un accordo di pace in Ucraina, evitando punti di attrito con la Russia che possano rallentare i progressi fatti a Riad. L’Europa, al contrario, tra vertici fallimentari, pulsioni belliciste e invii di soldati mascherati da missioni di peacekeeping, sembra mettercela davvero tutta per arrivare all’escalation militare con Mosca.
Gli Stati Uniti si sono rifiutati di co-sostenere una bozza di risoluzione dell’Onu che sostiene l’integrità territoriale ucraina e condanna l’operazione militare speciale russa. A darne notizia è stata l’agenzia britannica Reuters citando tre fonti diplomatiche. Gli inviati statunitensi hanno sollevato obiezioni rispetto all’espressione “aggressione russa” e a descrizioni simili. La mossa di Washington non deve sorprendere. Con un’interlocuzione in corso con la controparte e l’incontro tra i due presidenti Trump e Putin dietro l’angolo, sarebbe un errore sul piano tattico e diplomatico.
I vertici europei hanno scelto il pellegrinaggio dal presidente ucraino come massima espressione della posizione assunta, immaginando evidentemente di inviare un messaggio a Trump che, invece, lo ha platealmente messo alla porta.
“Lunedì 24 febbraio ricorre il terzo anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia. Ho deciso di essere a Kiev per quell’occasione, con Ursula von der Leyen per riaffermare il nostro sostegno all’eroico popolo ucraino e al presidente democraticamente eletto Volodymyr Zelensky”, ha annunciato su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
“L’Ucraina è una democrazia, la Russia di Putin no”, ha assicurato il portavoce dell’Unione Europea, Stefan de Keersmaecker, interpellato dopo che il tycoon ha definito Zelensky un “dittatore”. “Zelensky è stato legittimamente eletto in elezioni libere, eque e democratiche”, ha aggiunto il portavoce.
Anche a de Keersmaecker continua a sfuggire che il mandato presidenziale di Volodymyr Zelensky è terminato il 20 maggio 2024, secondo quanto stabilito dalla Costituzione della Repubblica di Ucraina del 1996 e successive modificazioni. L’assenza di elezioni, dovuta secondo alcuni alla vigenza della legge marziale, ha portato l’ex comico a mantenere il potere in modo non previsto dal testo costituzionale. Di fatto è un presidente illegittimo e non può negoziare in modo vincolante alcun accordo di pace con la Federazione Russa. Gli articoli 103 e 108 della Costituzione ucraina non consentono estensioni “arbitrarie” del mandato presidenziale. La prospettiva di nuove elezioni non è irreale.
Dopo il fallimento dei vertici a geometria variabile, nel Vecchio Continente riemerge la voglia di elmetti. Regno Unito e Francia stanno lavorando alla creazione di una forza europea per garantire la sicurezza dell’Ucraina nel contesto di un eventuale accordo di cessate il fuoco, che sarebbe composta da “meno di 30.000 militari”. Il Guardian, il Financial Times e il Times, hanno spiegato che sarebbe principalmente aerea e marittima, con una presenza “minima” sul terreno. L’obiettivo di questo contingente militare sarebbe quello di prevenire gli attacchi russi alle città, ai porti e alle infrastrutture sul territorio ucraino.
Il Cremlino, com’era prevedibile, ritiene il piano franco-britannico come una “minaccia diretta inaccettabile”. “Stiamo seguendo molto da vicino tutti questi rapporti, tutte le dichiarazioni ufficiali, a volte contraddittorie, degli europei su questo tema. Questo ci preoccupa perché stiamo parlando del possibile dispiegamento di contingenti militari dei Paesi della Nato in Ucraina, che assume un significato completamente diverso dal punto di vista della nostra sicurezza, quindi questo argomento è importante per noi”, ha spiegato Dmitry Peskov.
Le forze armate ucraine pattuglierebbero una zona demilitarizzata che si estende per tutta la lunghezza della linea del fronte, mentre le truppe anglo-francesi sarebbero di stanza in siti infrastrutturali chiave. Gli Stati Uniti e altri Paesi della Nato avrebbero il compito di fornire copertura aerea. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha definito questa prospettiva una “minaccia diretta” alla sicurezza russa.
Il capo della diplomazia ucraina, Andrii Sybiha, ha fatto sapere di aver discusso i modi per raggiungere una pace giusta e duratura “attraverso la forza e la nostra visione dei passi necessari” con l’inviato statunitense per la guerra Keith Kellogg durante la visita di quest’ultimo in Ucraina. La conferenza stampa finale è stata annullata per volontà degli Usa.
Per il capo dell’agenzia di intelligence militare ucraina GUR, Kyrylo Budanov, un cessate il fuoco nella guerra con la Russia potrebbe essere raggiunto già quest’anno. L’accelerazione soluzione diplomatica, a partire dalla telefonata di Donald Trump con il presidente russo Vladimir Putin una settimana fa, ha spiazzato i funzionari ucraini. Temono che i due leader possano trovare un accordo rapido che ignori i loro interessi nazionali e tagli del tutto fuori l’Europa che, se si escludono l’Ungheria e recentemente la Slovacchia, si è schierata con Zelensky, sostenendolo in un conflitto ad oltranza a cui l’amministrazione statunitense vuole mettere fine.
Trump, con la sua mossa peraltro ampiamente annunciata nel corso della campagna elettorale per le presidenziali, ha sparigliato le carte sui tavoli dei tecnocrati di Bruxelles e dei falchi baltici, dimostratisi ancora una volta incapaci di distinguere fra causa ed effetto, fantasia e realtà.
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