Asamoah Gyan, dalla gloria calcistica alla rovina economica
Quella di Asamoah Gyan è una storia che sembra uscita da un film, l’ex attaccante ghanese che ha calcato i campi della Serie A con le maglie di Udinese e Modena dal 2003 al 2008. Dopo aver detto addio al calcio giocato nell’estate del 2023, il classe 1985 si ritrova in una situazione drammatica: ha dichiarato di avere sul conto bancario solo 600 sterline, poco più di 724 euro.
Un dato che lascia sgomenti se si considera che Gyan, nel pieno della sua carriera, era uno dei calciatori più pagati al mondo. Con ingaggi stellari negli Emirati Arabi Uniti (dove percepiva circa 200.000 euro a settimana per quattro stagioni), in Cina e in Turchia, aveva accumulato un patrimonio milionario. Ma la fama e il denaro non sono bastati a proteggerlo da uno stile di vita dispendioso e da errori personali che hanno finito per trascinarlo in un baratro economico.
La vicenda è resa ancora più surreale dalle sue controversie legali. L’ex capitano della nazionale ghanese, che vanta 51 gol in 109 presenze, è stato condannato da un tribunale del Ghana a risarcire la sua ex moglie al termine di una disputa sulla paternità dei loro tre figli. Nonostante Gyan avesse negato di esserne il padre, il test del DNA lo ha smentito. La sentenza lo ha costretto a cedere una casa nel Regno Unito, una ad Accra, un distributore di benzina e due auto.
Oltre ai guai legali, Gyan ha sperperato milioni in auto di lusso, gioielli e una vita sopra le righe. Anche gli investimenti nel settore immobiliare e nella musica non sono stati sufficienti a risollevarlo. La sua parabola ricorda a tutti quanto il successo possa essere effimero se non accompagnato da una gestione oculata.
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