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“Violenza negli stadi: 183 agenti feriti, il Casms blocca le trasferte per fermare gli ultras”

di Gianluca Pascutti -


Violenza negli stadi: il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (Casms) ha annunciato nuove e più rigide misure restrittive per contrastare l’escalation di violenza tra tifosi e i ripetuti scontri con le forze dell’ordine. La decisione, riportata dall’agenzia Adnkronos, arriva dopo una serie di episodi di disordini che hanno coinvolto gruppi ultras di diverse squadre, spesso coalizzati contro la polizia. Tali provvedimenti sono stati suggeriti alle prefetture competenti per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza all’interno e all’esterno degli stadi. L’inasprimento delle restrizioni si è reso necessario anche alla luce dei dati preoccupanti relativi ai feriti tra le forze di polizia. Tra le nuove direttive adottate, spiccano le sanzioni che limitano le trasferte per i tifosi di alcune squadre. In particolare, i sostenitori di Atalanta, Como e Roma saranno costretti a rinunciare a una trasferta. Più severa la punizione inflitta ai tifosi del Napoli, che non potranno seguire la squadra per le prossime tre partite fuori casa. Questa misura è stata motivata dalla frequenza e dalla gravità degli episodi di violenza attribuiti ai tifosi partenopei durante l’attuale stagione calcistica. Maurizio Improta, presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, ha commentato con fermezza le decisioni del Casms, illustrando il contesto che ha portato a tali provvedimenti: “Da dicembre dello scorso anno a oggi, abbiamo registrato 183 feriti tra le forze dell’ordine impegnate nelle attività di ordine pubblico negli stadi. L’anno precedente erano stati 168. Questi numeri, sebbene possano sembrare ‘freddi’, raccontano di un fenomeno in preoccupante crescita, con tifoserie sempre più inclini a violare le regole e a manifestare un’allergia per il rispetto dell’ordine pubblico.” Improta ha sottolineato come questi episodi non si limitino ai momenti di gioco, ma coinvolgano anche le fasi di trasferimento dei tifosi: “Durante gli spostamenti, soprattutto su treni e autostrade, assistiamo a comportamenti che non hanno nulla a che fare con lo sport. Risse, vandalismi e disordini sono ormai all’ordine del giorno. Purtroppo, a farne le spese sono le famiglie e i bambini, che dovrebbero poter vivere una giornata di sport senza timori. Pensiamo a quanto accaduto domenica scorsa a Torino, dove circa cento tifosi del Napoli hanno cercato di entrare senza biglietto, provocando uno scontro diretto con i reparti delle forze dell’ordine.” Queste misure, sebbene necessarie per limitare gli scontri, sollevano inevitabilmente questioni sulla libertà di movimento dei tifosi e sull’equilibrio tra sicurezza e diritto allo sport. Tuttavia, il Casms si è detto determinato a prevenire ulteriori episodi di violenza, impedendo il contatto tra le tifoserie più estreme e promuovendo un modello di tifo responsabile. Il dibattito resta aperto: sarà sufficiente inasprire le sanzioni per arginare una situazione sempre più fuori controllo, o sarà necessario rivedere l’intero approccio alla sicurezza negli eventi sportivi?


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